Marche

colpita dal pallino di un cacciatore. «Spavento e rabbia»



MONTE SAN VITO Doveva essere una domenica pomeriggio di relax e quiete, nelle campagne al confine tra Monte San Vito e Morro d’Alba, vicino al cimitero. Ma non è stato così. Verso le 17 si sente uno sparo. E una residente, una donna di 55 anni, viene colpita alla tempia da un pallino di rimbalzo mentre stava leggendo un libro in giardino.

Il racconto

«Poco prima avevo sentito uno sparo.

Subito ho pensato ai cacciatori». Il giardino ha la pavimentazione bianca e guardando meglio a terra, tra le piastrelle candide, ha notato qualcosa di scuro e metallico. «Siccome ho la pavimentazione del giardino bianca, guardando bene sono riuscita a trovare un pallino. Era quello che mi aveva colpita». Un pallino da cartuccia da caccia.

Arrivato di rimbalzo, probabilmente, ma abbastanza forte da colpirla alla tempia destra. Per fortuna, nessun taglio, nessuna ferita. Ma lo spavento è stato enorme. «Dopo aver trovato il pallino, sono andata a controllare nel campo ma non ho visto nessuno. Il pallino mi è arrivato di rimbalzo, non mi sono fatta niente ma un po’ di spavento c’è stato. Oltre lo spavento, anche la rabbia perché credo che questi cacciatori sparino vicino alle case». Una rabbia che si mescola a un’altra paura, più grande, che non riguarda solo lei. «Ho anche paura per i miei animali domestici. Ho un cane e tre gatti che sebbene dormano in casa, di giorno scorrazzano in giardino. E poi c’è una micetta randagia che gira attorno casa mia». Da quando è aperta la stagione venatoria, per lei e per molte famiglie della zona è un’apprensione continua. Non solo per il terrore che un colpo possa ferire un animale, ma per il boato stesso degli spari che fa tremare i cani e scappare i gatti. E poi c’è il silenzio. Quel silenzio innaturale che ha sostituito il coro del mattino.

«Questa zona è particolarmente tranquilla e ogni mattina si sentivano cantare gli uccellini, era veramente bello, ma da qualche giorno con l’apertura della caccia c’è un silenzio assurdo irreale. Sembra che la natura sia morta». Ora la donna lancia un appello chiaro alle istituzioni. «Spero che nell’ambito delle loro attività, i carabinieri forestali estendano i controlli ai cacciatori anche nella zona dove abito io, perché per arrivare fin dentro il giardino di casa mia non devono aver sparato alle distanze regolamentari».

La legge parla chiaro: è vietato cacciare a meno di 100 metri da case, strade e luoghi di lavoro, e sparare in direzione di abitazioni da meno di 150 metri. Ma in quelle campagne, quel confine sembra labile. Domenica è andata bene. Un pallino di rimbalzo, tanto spavento. Ma la prossima volta?




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