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Linke prima Berlino. Afd al 38% in Meclemburgo, dove la Cdu rischia l’esclusione. Merz: avanti con le riforme


I numeri di Ard si discostano di pochi decimali a vantaggio di Linke e Afd, che supera il 16%.

Nella capitale, erano chiamati alle urne 2,5 milioni di aventi diritto. Si è presentato il 73%, contro il 63% delle elezioni del 2023 (quelle del 2021 sono state annullate per irregolarità, senza azzerare la legislatura), quando la Cdu aveva ottenuto il 28%. La Linke era al 12%, Afd al 9%. I socialdemocratici e i Verdi erano al 18%.

In Meclemburgo (1,3 milioni di elettori), Afd si prende una rivincita e si attesta come prima forza: per Zdf, raggiunge il 38%, seguita dalla Spd al 35%, mentre la Cdu è pericolosamente in bilico sulla soglia di sbarramento e superata da Linke e Verdi. Mai i cristianodemocratici hanno rischiato di restare fuori da un Parlamento regionale. Analoghi numeri di Ard.

In queste condizioni, potrebbero esserci i numeri per una maggioranza risicata, che escluda l’estrema destra, con una coalizione tra Spd, Cdu e Verdi. In caso di esclusione della Cdu, un patto tra Spd, Linke e Verdi avrebbe numeri migliori.

Uno dei due co-leader di Afd, Tino Chrupalla, ha però subito dichiarato che il suo partito ha «ricevuto chiaramente il mandato a governare: offriremo colloqui a tutti». L’altra co-leader, Alice Weidel, va all’attacco e chiede a Merz di «trarre le conseguenze» e di abbandonare la politica del cordone sanitario, che impedisce ai cristianodemocratici ogni cooperazione. Anche in questo Land della ex Germania Est, come in Sassonia-Anhalt, Afd potrebbe contare sull’appoggio del movimento rossobruno, Alleanza Sahra Wagenknecht, che ha aperto a collaborazioni. In Meclemburgo, però, Bsw è a sua volta sul filo del 5%.


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