Politica

Meloni attacca Schlein e M5S: bollo auto e Superbonus

Roma, 20 set. (Adnkronos) – “Sta per arrivare in Cdm un provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe, e introduce l’obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l’italiano, e introduce il divieto di burqa e hijab a scuola”. L’annuncio della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dal palco di Fenix, la festa di Gioventù nazionale.

“Non esiste che in una classe italiana a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza. Non si può fare. Chiamare tutto questo integrazione è un’altra menzogna, una menzogna comoda per chi vive di ideologia, per chi ci fa la morale dai salotti e poi i propri figli li manda in scuole nelle quali questo problema non esiste”, ha aggiunto. Un bambino, ha quindi sottolineato, “deve imparare la nostra lingua, conoscere la nostra cultura, rispettare le nostre regole. È l’unico modo serio di accogliere”.

“Per decenni per colpa di un certo buonismo, la scuola italiana ha avuto paura di dire la verità. Vietato dire hai sbagliato, vietato dire questo non va bene, via discorrendo. Hanno tentato di convincerci che fosse questo il modo più giusto di educare. Quella non è educazione, e non è rispetto, è una menzogna. Una menzogna che quel ragazzo paga anni dopo. Il conto salato non lo ha pagato chi aveva gli strumenti economici per trovare altrove quello che la scuola italiana non poteva garantire quando non lo garantivano ripetizioni di qualità, i corsi di eccellenza, le vacanze studio all’estero. No, il conto lo ha pagato chi per crescere, per affermarsi, poteva contare solo sulla scuola pubblica. E’ stato questo il più grande fallimento del ’68, di una rivoluzione che nasceva per tutti e ha finito per produrre l’esatto contrario: dare a tutti lo stesso voto non significa dare a tutti la stessa opportunità. Se tu pretendi di dare a tutti la sufficienza, mortifichi il merito e nascondi le lacune e danneggi tanto chi ha bisogno di stimoli, quanto chi ha bisogno di soffrire. Il primo dovere della scuola è quello di valutare il ragazzo, insegnarti che il giudizio esiste, gli errori servono per crescere e che l’educazione e il rispetto si fondano sulle regole e non sulla loro negazione”, ha detto Meloni.

“Manco quando abbiamo tolto il bollo della macchina a 14 milioni di veicoli gli è andata bene” alle opposizioni. “Una volta che pensavamo di andare insieme a cantare ‘Bollo ciao’. Loro lo vogliono pagare perché l’abbiamo fatto noi. Gli faremo il pronto corrente dedicato per i nostalgici del bollo auto, così lo possono pagare”, ha detto ancora Meloni.

Rispondendo ad alcuni presidenti di regione del centrosinistra, dal palco di Fenix, Meloni ha detto “che è falso” quello che dicono “che i soldi della campagna elettorale li pagano le regioni. Ma loro sono abituati a fare politica così. Avete la faccia di parlare di chi paga le campagne elettorali dopo lo schifo del Superbonus? Dopo che avete accumulato 200 miliardi di debiti che avete scaricato su questi ragazzi e sul governo successivo, perché Giuseppe Conte andasse in giro a fare campagna elettorale a dire di ristrutturare casa gratuitamente, ma non vi vergognate. Ci vuole coraggio. La campagna elettorale dei Cinque stelle è costata a ciascuno italiano 3500 euro, anche a chi una cosa non ce l’aveva, chi era appena nato”.

“Abbiamo portato il fondo di finanziamento ordinario per l’università al suo livello più alto di sempre, lo strumento che serve a pagare i docenti, il personale, a mantenere le strutture, ad aprire nuove aule, fare manutenzione, pagare i servizi degli studenti. Oggi il fondo è 9,4 miliardi di euro, che è il 25% in più rispetto al 2019 e mi perdonerete se sono così didascalica, però ho sentito dire proprio in questi giorni la segretaria del Partito democratico Elly Schlein che Meloni sull’università taglia e apre ai privati. Ora io voglio chiedere: Elly cara, carissima ma è possibile che tu non riesca a trovare un solo argomento vero per contestare? Uno vero, ti prego. Te li do io, te li do io se vuoi, perché siamo imperfetti anche noi, ma ti prego una volta vera dilla. Una ti prego! Te le passo io sottobanco. Pure noi qualcosa sbagliamo, ma una vera… Non ce se la fa. Come facciamo ad avere tagliato sull’università se oggi il fondo di finanziamento è di 9,4 miliardi e quando siamo arrivati eravamo a 8,6. E si sa che io non sono un fenomeno in matematica, ma lì arrivo. Non si può fare opposizione così su tutto”, ha detto ancora la presidente del Consiglio.


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