Cosenza, la danza come cura e inclusione: riconoscimento a Grazia Ciappetta
La danza oltre il palcoscenico: la Provincia di Cosenza premia Grazia Ciappetta per il suo impegno sociale.
COSENZA – Quando il corpo non è soltanto movimento, ma diventa una voce. Quando la danza smette di essere soltanto spettacolo e si trasforma in ascolto, relazione, cura. È lungo questa strada che si snoda il percorso di Grazia Ciappetta, che da anni porta la danza terapia in scuole, ospedali, associazioni e realtà segnate dalla fragilità, trasformando l’arte del movimento in uno strumento concreto di espressione, inclusione e benessere. Per bambini e ragazzi con disabilità, per donne che affrontano la malattia, per persone impegnate in percorsi di recupero, la danza diventa così uno spazio in cui ritrovare fiducia, comunicare oltre le parole e riscoprire la possibilità di sentirsi parte di una relazione. Un impegno che oggi riceve il riconoscimento della Provincia di Cosenza, con una targa consegnata dal vicepresidente Federico Belvedere a nome dell’amministrazione provinciale.
La danza come cura, inclusione e speranza
Il vicepresidente Federico Belvedere, in rappresentanza dell’Ente, ha consegnato a Grazia Ciappetta una targa per il valore artistico, sociale e umano del suo percorso e per il contributo offerto alla comunità. Particolarmente significativo è il percorso sviluppato con bambini e ragazzi con diverse disabilità, tra cui sindrome di Down, disturbo dello spettro autistico e disabilità motorie. La sua attività si è intrecciata negli anni con quella di diverse realtà associative, tra cui AIPD-Associazione Italiana Persone Down di Cosenza e Mettiamoci in Gioco di Casali del Manco. Ciappetta è inoltre abilitata all’accoglienza di bambini con disturbo dello spettro autistico presso l’Ospedale Civile di Cosenza, esperienza che si inserisce in un impegno più ampio svolto anche in ambito sanitario, educativo e sociale.
Numerosi i progetti realizzati sul territorio. Tra questi, “Officina delle Disabilità”, sviluppato presso la Casa della Cultura di Palmi e, successivamente, nella comunità di recupero per le dipendenze “Il Mandorlo” di Cassano all’Ionio. A Cassano è nato anche “Colori in movimento”, progetto di danza, teatro, arte e musicoterapia realizzato presso l’IISS Erodoto di Thurii, con l’obiettivo di intrecciare differenti forme espressive e creare nuove possibilità di partecipazione e condivisione.
Importante anche il lavoro rivolto alle donne che affrontano la malattia oncologica. Presso l’Ospedale Civile di Cosenza, Ciappetta ha seguito laboratori di danza movimento terapia dedicati a donne colpite da tumore al seno, nell’ambito di OncoMed, portando il linguaggio del corpo in un percorso delicato nel quale la dimensione emotiva e relazionale assume un ruolo centrale.
L’impegno per diversità, equità e inclusione
L’attività di Grazia Ciappetta non si limita alla pratica della danza terapia. Il suo impegno nel sociale si estende anche alla promozione di una cultura dell’inclusione. È infatti presidente della Commissione DEI-Diversità, Equità e Inclusione del Rotary Club Sibari Magna Grecia di Cassano all’Ionio, incarico attraverso il quale porta avanti un’attenzione specifica ai temi della partecipazione, delle pari opportunità e del contrasto alle barriere sociali.
La Provincia riconosce un impegno che parla alla comunità
È proprio questo percorso ad aver spinto la Provincia di Cosenza a conferire a Grazia Ciappetta il riconoscimento ufficiale. Nella targa consegnata dal vicepresidente Federico Belvedere, a nome dell’amministrazione provinciale, il presidente Biagio Faragalli parla di «profondo orgoglio e sincera ammirazione» e definisce quello di Ciappetta uno «straordinario valore artistico, sociale e umano» impresso sul territorio. Un riconoscimento rivolto dunque non soltanto alla professionista, ma alla persona che ha scelto di mettere la propria esperienza a disposizione della comunità.
Nella motivazione viene inoltre evidenziata la capacità di Ciappetta di «abbattere barriere invisibili», portando «gioia, sollievo e dignità» nei vissuti di bambini, donne e persone con disabilità e offrendo loro «un porto sicuro in cui esprimersi e rinascere».
Parole che racchiudono il senso di un’attività sviluppata lontano dalla dimensione della danza intesa esclusivamente come spettacolo. La danza può diventare uno spazio di libertà anche quando la vita impone limiti, paure e difficoltà. Può aiutare a rompere l’isolamento, a creare relazione, a restituire fiducia nel proprio corpo e nella possibilità di comunicare. Probabilmente, è proprio qui che si trova il significato più profondo del riconoscimento ricevuto da Grazia Ciappetta: nell’aver portato l’arte fuori dai luoghi tradizionali della scena, trasformandola in uno strumento di prossimità, ascolto e cura, capace di raggiungere chi vive una condizione di fragilità e ha bisogno, prima di tutto, di sentirsi accolto. Un riconoscimento che guarda al percorso già compiuto, ma che rappresenta anche un incoraggiamento a proseguire una missione nella quale il linguaggio universale della danza diventa occasione di incontro, partecipazione e rinascita, creando connessioni là dove spesso prevalgono distanza e solitudine.
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