Pechino stringe i confini tech
Articolo 4 del nuovo Regolamento del Consiglio di Stato sulla gestione delle uscite e degli ingressi: «Qualora un cittadino cinese violi le disposizioni in materia di controlli sulle esportazioni e tale condotta metta a rischio la sicurezza industriale o tecnologica nazionale, il dipartimento competente può decidere di vietare a tale persona di lasciare il Paese». E ancora: «Qualora un cittadino cinese sia coinvolto in attività illegali o criminali all’estero che mettano a rischio la sicurezza nazionale o gli interessi nazionali, il dipartimento competente del Consiglio di Stato può decidere di vietargli di lasciare il Paese per un periodo compreso tra 6 mesi e 3 anni a decorrere dalla data del suo rientro in Cina». Sono tra i passaggi più significativi delle nuove norme — 19 articoli — entrate in vigore il 15 settembre. Non siamo ritornati di certo ai tempi della Cina maoista, né al periodo culmine della Guerra Fredda, quando pochi potevano avventurarsi al di fuori dei confini nazionali. Oggi i cinesi sono generalmente liberi di viaggiare (quest’anno sono sulla buona strada per battere il record del 2019 superando i 170 milioni di viaggi all’estero), anche se da tempo gli itinerari di coloro che potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza sono tenuti sotto sorveglianza. Nella Cina di Xi Jinping la sicurezza nazionale è al primo posto. Per questo ora Pechino ha deciso questo nuovo pacchetto di norme, mentre il leader cinese intensifica gli sforzi per tutelare i segreti di Stato, le tecnologie avanzate e i lavoratori altamente qualificati nella sua corsa all’autosufficienza tecnologica per competere con l’America.
Il confronto

«Sicurezza nazionale è un concetto estremamente vago. È un contenitore, vuoto, che il governo può riempire a piacimento. E, siccome si tratta di sicurezza nazionale, nemmeno ti dicono che cosa ci mettono dentro questo contenitore», ci racconta un imprenditore che, vista la delicatezza della questione, preferisce rimanere anonimo.
La preoccupazione per le nuove norme
«Le nuove norme hanno giustamente suscitato molta preoccupazione, poiché ora è necessario superare ulteriori ostacoli burocratici prima di poter viaggiare all’estero e probabilmente un numero maggiore di persone avrà difficoltà a ottenere il permesso di espatrio, in particolare coloro che lavorano in settori considerati sensibili o strategicamente importanti, come l’intelligenza artificiale, i semiconduttori e le biotecnologie», commenta Bill Bishop, attento osservatore di questioni cinesi e autore della newsletter Sinocism. Pechino ha respinto le preoccupazioni, sostenendo che tali misure non limiteranno la libertà di viaggio dei cittadini comuni.
«Negli ultimi anni, con il continuo aumento del numero di cittadini cinesi che viaggiano all’estero, sono emersi alcuni problemi, quali il fatto che alcune persone vengano indotte con l’inganno a recarsi all’estero o inventino pretesti per lasciare illegalmente il Paese al fine di dedicarsi ad attività illecite quali il gioco d’azzardo transfrontaliero e le frodi nel settore delle telecomunicazioni e online, che mettono gravemente a rischio la sicurezza della vita e dei beni dei cittadini; nonché il trasferimento illegale di tecnologia all’estero dopo aver lasciato il Paese in violazione delle normative, mettendo a rischio la sicurezza industriale e tecnologica nazionale», spiegano dal Ministero della Giustizia, da quello della Pubblica Sicurezza e dall’Amministrazione nazionale per l’immigrazione.
la sfida lo sviluppo dell’IA

Le restrizioni
Le restrizioni sui viaggi all’estero si applicano da tempo ai funzionari governativi e ai dirigenti che hanno accesso a informazioni riservate, al personale militare, ai dipendenti delle aziende statali e ai professori universitari, che devono ottenere un’autorizzazione prima di recarsi all’estero. Le nuove norme dunque codificano in gran parte restrizioni già esistenti, sebbene applicate in modo arbitrario. Xiao Hong, amministratore delegato della piattaforma di intelligenza artificiale Manus, all’inizio di quest’anno ad esempio ha ricevuto il divieto di espatrio dopo che Pechino si è opposta alla vendita dell’azienda a Meta, la società madre di Facebook. Visto che poi l’accordo è stato annullato, il governo ha fatto sapere che i suoi fondatori potranno recarsi all’estero.
Le nuove norme hanno pure spinto Taiwan, che Pechino considera parte del proprio territorio, ad avvertire i propri cittadini di prestare particolare attenzione durante le visite in Cina. Il governo di Taipei ha sottolineato come motivo di particolare preoccupazione la nuova formulazione relativa al «controllo delle esportazioni» e alla «gestione delle importazioni e delle esportazioni di tecnologia» come motivi per limitare l’uscita dal Paese, specialmente per i taiwanesi che lavorano nel settore tecnologico.
Un docente universitario della città di Canton, nel sud della Cina, che ha chiesto di non essere identificato per nome e cognome, ha raccontato al Financial Times di aver acquistato un biglietto di andata e ritorno per gli Stati Uniti per andare a trovare un’amica quando, poche ore prima della sua partenza nel maggio dello scorso anno, ha ricevuto una telefonata da qualcuno che sosteneva essere un funzionario dell’immigrazione e lo esortava a non partire. «Non sono una persona che si occupa di segreti di Stato. Non sto lavorando a nulla che possa rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale», ha detto al quotidiano finanziario britannico. Alla fine il docente ha annullato il viaggio.
In occasione di una conferenza nazionale sul settore manifatturiero avanzato tenutasi a Pechino la scorsa settimana, Xi Jinping ha sottolineato la necessità di accelerare lo sviluppo di un sistema industriale modernizzato. «Occorre impegnarsi per garantire sia uno sviluppo di alta qualità sia una maggiore sicurezza, rendere le catene industriali del Paese più autosufficienti e resistenti ai rischi», le parole del segretario generale comunista.
Anche il premier Li Qiang ha affermato che la Cina dovrebbe «accelerare gli aggiornamenti industriali basati sull’intelligenza artificiale e rafforzare il proprio impegno a favore delle tecnologie di fascia alta sviluppate internamente».
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