Piemonte

25,9 milioni per la mobilità sostenibile nel Torinese: ecco come saranno utilizzati

TORINO – La Città metropolitana di Torino ha ottenuto 25.906.189 euro dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE) per finanziare interventi dedicati alla mobilità sostenibile. Le risorse arrivano nell’ambito del Programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana e rappresentano il secondo finanziamento più elevato assegnato agli enti italiani che hanno partecipato al bando.

Il programma si chiama MeMo – Metropoli in movimenTo e punta a ridurre la dipendenza dall’auto privata, migliorare la qualità dell’aria e rendere più semplici gli spostamenti con il trasporto pubblico, la bicicletta e altre forme di mobilità sostenibile.

La presentazione del progetto è avvenuta nella sede della Città metropolitana durante la Settimana Europea della Mobilità.

Quattro linee di intervento

Le risorse serviranno ad accelerare l’attuazione del PUMS, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, e dei relativi strumenti di pianificazione, tra cui il Biciplan metropolitano, il PAINT (Piano dell’Accessibilità e dell’Intermodalità) e il PULS (Piano Urbano della Logistica Sostenibile).

Il programma è articolato in quattro linee di azione.

La prima riguarda la logistica urbana sostenibile. In collaborazione con Comuni, imprese e operatori saranno individuate le principali esigenze del territorio e definite priorità e interventi. Tra le possibili soluzioni ci sono microhub, locker e ciclologistica, con l’obiettivo di rendere più efficiente la distribuzione delle merci nei centri urbani.

La seconda linea riguarda il mobility management di area, partendo dai Piani degli spostamenti casa-lavoro delle singole organizzazioni. L’obiettivo è individuare interventi sia per le singole realtà sia per interi distretti e aree produttive.

La terza punta invece sul rapporto tra bicicletta e treno, attraverso la strategia Bike to rail. Sono previsti interventi per aumentare la disponibilità di velostazioni e cicloposteggi nelle stazioni e nei principali poli attrattori, oltre a collegamenti ciclabili per il primo e l’ultimo miglio.

La quarta linea è dedicata alla mobilità scolastica. Per scuole primarie e secondarie di primo grado potranno essere realizzate piazze e zone scolastiche e percorsi casa-scuola più sicuri. Per le scuole superiori, invece, saranno raccolte direttamente le esigenze degli studenti per individuare interventi specifici.

Non solo infrastrutture

Il progetto prevede anche una serie di attività trasversali dedicate a dati, integrazione tariffaria, comunicazione, monitoraggio e valutazione.

La Città metropolitana sottolinea che le priorità non saranno stabilite in modo centralizzato, ma costruite insieme ai Comuni e agli altri soggetti del territorio. Gli interventi dovranno essere realizzabili, efficaci e coerenti con il PUMS.

«Abbiamo scelto di concentrare le risorse su interventi strutturali, capaci di migliorare nel tempo l’organizzazione della mobilità», ha spiegato il consigliere metropolitano delegato ai Trasporti Pasquale Mazza. L’obiettivo, ha aggiunto, è accompagnare cittadini, imprese e studenti verso modalità di spostamento più sostenibili, senza puntare su «incentivi distribuiti a pioggia», ma su una strategia coordinata.

Il calendario: prima la progettazione, poi i cantieri

Il percorso previsto per MeMo sarà piuttosto lungo. La fase progettuale durerà 18 mesi.

Fino ad aprile 2027 la Città metropolitana lavorerà sull’ascolto delle esigenze dei territori, sulla verifica della fattibilità delle proposte, sulla definizione del progetto di massima e sull’indizione dei bandi.

Tra maggio 2027 e gennaio 2028 saranno invece raccolte e selezionate le candidature e verrà elaborato il progetto definitivo da trasmettere al MASE.

Soltanto dopo l’approvazione ministeriale partirà la fase di attuazione vera e propria, prevista da marzo 2028 a giugno 2030.

La Città metropolitana sarà affiancata da ANCI nelle attività di supporto, monitoraggio e valutazione previste dal programma. L’obiettivo è trasformare i 25,9 milioni di euro in una serie di interventi concreti distribuiti sul territorio metropolitano, con particolare attenzione agli spostamenti quotidiani casa-scuola e casa-lavoro, all’interscambio bici-treno e alla logistica urbana.

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