Basilicata

Omicidio Lazzaro, il pentito Ferdico: «Simoncini partecipò all’agguato»

Gli investigatori della Dda di Milano ricostruiscono l’omicidio di Salvatore Lazzaro sulla scorta delle rivelazioni del pentito Marco Ferdico che apprese dal suocero Pietro Andrea Simoncini del suo coinvolgimento nel delitto avvenuto il 12 aprile 2013 a Savini di Sorianello. Una circostanza fino ad oggi inedita


VIBO VALENTIA – Un omicidio rimasto senza volti né nomi, almeno ufficialmente, per 13 anni, ma adesso quel velo, che ammantava una vicenda che ha caratterizzato la faida delle Preserre vibonesi a partire dal 2012, sembra alzarsi, e a farlo è il collaboratore di giustizia Marco Ferdico, ex capo ultrà della Curva dell’Inter, che rivela come il suocero Pietro Andrea Simoncini gli avesse riferito di aver partecipato, tra il 2012 e il 2013, a Soriano all’omicidio di una persona, uccisa mentre si trovava alla finestra: modalità aderenti all’agguato ai danni di Salvatore Lazzaro, avvenuto la sera del 12 aprile 2013 in località Savini nel comune di Sorianello.
Del suocero, Marco Ferdico aveva già parlato in precedenti verbali affermando che questi gli aveva riferito di essere un appartenente alla ‘ndrangheta.

«MI DISSE CHE AVEVANO TIRATO UNA FUCILATA AD UNO CHE ERA ALLA FINESTRA»

Il pentito lo riferisce ai pm della Dda di Milano, Paolo Storari e Stefano Ammendola, nel corso dell’interrogatorio del giugno scorso nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Vittorio Boiocchi, parlando espressamente di una confessione ricevuta dal suocero. Le parole contenute nel verbale sono nette: «Simoncini mi aveva confessato di aver partecipato a un omicidio a Soriano dove avevano tirato una fucilata a uno alla finestra».

Ferdico precisa di non conoscere inizialmente il nome della vittima. Racconta però di avere successivamente cercato informazioni e di avere trovato «uno che aveva subìto una fucilata alla finestra». È questo il passaggio che, nella sua ricostruzione, conduce gli investigatori all’identificazione con la vicenda di Salvatore Lazzaro.

Da sinistra Pietro Andrea Simoncini e Marco Ferdico

LA CONFESSIONE PRIMA DELL’OMICIDIO BOIOCCHI

La collocazione temporale fornita da Ferdico è il 2013-2014, nel pieno della faida delle Preserre. Ma soprattutto, nel verbale, emerge un elemento che secondo il dichiarante precede l’omicidio Boiocchi: la presunta confessione non sarebbe arrivata dopo il delitto, bensì prima: «Prima di fare l’omicidio», risponde Ferdico alla domanda del pm Ammendola. Storari interpreta la circostanza come un possibile tentativo di Simoncini di «accreditarsi in qualche modo». Ferdico racconta infatti di avergli chiesto: «Ma tu sei capace a fare una roba del genere?». E riferisce la risposta di Simoncini: «Sì, sì, sì».

SIMONICINI NON AVREBBE SPARATO MA FATTO DA PALO

È nel prosieguo del racconto ai magistrati della Dda di Milano che Ferdico attribuisce a Simoncini un ruolo specifico. Secondo il suo racconto, dopo l’omicidio Boiocchi avrebbe scoperto che «la fucilata non l’ha tirata lui», ma che Simoncini avrebbe fatto «tipo da specchiettista», in riferimento all’omicidio Lazzaro. La descrizione è quella di un uomo impegnato nell’azione di appoggio all’agguato: Ferdico racconta che, secondo quanto appreso, gli uomini si trovavano «nei boschi, nel prato» e che c’era «questo alla finestra», poi raggiunto da una fucilata.

Salvatore Lazzao

NELL’INCHIESTA JERAKARNI ERA EMERSA LA CIRCOSTANZA DELLO STUB

Il racconto contiene anche un riferimento a uno «stub» che, secondo Ferdico, potrebbe essere stato effettuato su Simoncini per quell’episodio. Lo stesso dichiarante, però, precisa di non essersi documentato sugli aspetti tecnici della circostanza.
La questione relativa allo stub emerge nelle carte dell’indagine “Jerakarni” contro il clan Emanuele-Idà in relazione proprio all’omicidio di Salvatore Lazzaro, nella parte in cui i magistrati della Dda di Catanzaro evidenziano come Simoncini fosse intanto un soggetto monitorato nell’ambito di due procedimenti penali, e che fosse stato già oggetto di test degli accertamenti specifici necessari per individuare tracce di polvere da sparo in occasione del delitto.

SIMONCINI IMPUTATO A MILANO, DEPORRà ALLA PROSSIMA UDIENZA

Adesso, la rivelazione di Ferdico potrebbe aprire nuovi scenari sull’agguato aggravando la posizione di Simoncini la cui escussione al processo a Milano per l’omicidio Boiocchi nel quale è imputato e per il quale risulta essere uno degli esecutori materiali, è stata rinviata a seguito del deposito di questi nuovi verbali da parte della pubblica accusa. La sua deposizione avverrà, dunque, nella prossima udienza.


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