Regione, addio PuntoZero: nasce UmbriaFacile. «Sarà il polo regionale dei servizi»

Un cambio che non si limita al nome ma che mira a una profonda ristrutturazione della filiera ICT. È la trasformazione di PuntoZero in UmbriaFacile il punto centrale dei 14 articoli del disegno di legge, approvato nei giorni scorsi dalla giunta regionale, con il quale si punta a trasformare il settore della tecnologia e del digitale regionale. E così dopo quasi cinque anni PuntoZero, frutto della fusione tra Umbria Digitale e Umbria Salute voluta dalla precedente giunta nel 2021, cambia di nuovo pelle.
UmbriaFacile La società in house dovrà quindi passare da struttura concentrata soprattutto sull’innovazione tecnologica a «polo regionale dei servizi», con il compito di integrare attività e processi degli enti soci, dalla Regione alle aziende sanitarie fino agli enti locali. Il tutto con lo scopo di aggregare la domanda, ridurre le duplicazioni e rendere più omogenea la gestione dei servizi digitali pubblici. La nuova UmbriaFacile dovrà occuparsi in modo prioritario del sistema sanitario e dei servizi sociali, attraverso la gestione dei flussi informativi, il supporto organizzativo alla telemedicina, le attività rivolte ai cittadini e le funzioni tecnologiche a sostegno delle amministrazioni. La missione viene però estesa anche alla comunicazione istituzionale e al supporto operativo per la sicurezza e la continuità delle infrastrutture.
NELL’EX CENTRALE A CARBONE UN PARCO DELL’INNOVAZIONE
Lavoro e sicurezza Un capitolo specifico riguarda le competenze interne. Il disegno di legge prevede il rafforzamento dei centri di competenza della società, con l’obiettivo di ridurre, dove possibile, il ricorso al lavoro interinale. Tra le funzioni indicate c’è anche la gestione del patrimonio informativo pubblico: qualità dei dati e capacità di far dialogare banche dati diverse vengono considerate condizioni necessarie per l’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione. Sul fronte della sicurezza informatica, viene creata una struttura destinata a coordinare il presidio della sicurezza delle reti e dei sistemi informativi regionali e la protezione dei dati. LA struttura avrà funzioni di coordinamento e supporto e dovrà raccordarsi, tra gli altri, con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, la polizia postale, le università e gli enti di ricerca.
Le novità A UmbriaFacile spetterà invece il supporto tecnico e operativo necessario alla resilienza del data center regionale e della rete pubblica. Cambiano anche le regole per la collocazione dei sistemi informatici: non sarà più previsto un obbligo generalizzato di utilizzare il data center regionale. La giunta potrà stabilire criteri diversi in funzione della sicurezza dei dati e dell’evoluzione tecnologica, nell’ambito di una strategia che punta anche a garantire maggiore sovranità e neutralità tecnologica nella scelta dei servizi digitali.
Acquisti e Ixp Gli acquisti Un’altra modifica riguarda la Centrale regionale di acquisto del sistema Umbria, con l’eliminazione della distinzione attuale tra due sezioni e la riunificazione delle attività rivolte al sistema pubblico; la struttura potrà inoltre svolgere attività di committenza ausiliaria per le stazioni appaltanti regionali che scelgano di realizzare acquisti in forma aggregata. La finalità è ottenere economie di scala concentrando una parte della domanda pubblica. Tra le novità tecniche figura anche la possibilità di promuovere un Internet exchange point regionale, cioè un punto neutrale nel quale far transitare e scambiare direttamente traffico Internet, così da ridurre i costi di transito, migliorare la resilienza delle reti e diminuire i tempi di risposta delle connessioni.
Bori «La riforma – dice a Umbria24 il vicepresidente della giunta Tommaso Bori – permette alla Regione di costruire un vero e proprio polo integrato dei servizi pubblici». Quanto al cambio di nome di PuntoZero «non rappresenta una semplice operazione di facciata ma – prosegue Bori – una riorganizzazione orientata al miglioramento dell’erogazione dei servizi dell’intero sistema pubblico, di pari passo con il forte investimento che la Regione sta portando avanti sull’app “Umbria Facile”». «Un altro asse portante della riforma – aggiunge – riguarda le infrastrutture e la sovranità digitale con un investimento sul data center regionale e nel cloud ibrido. Queste riforme si muovono in perfetta sinergia con i fondi che abbiamo stanziato per mantenere aperti e operativi i Digipass nei nostri comuni – veri presìdi di facilitazione digitale – e con gli investimenti dedicati all’efficientamento delle piattaforme Suap e Suape per lo sviluppo delle imprese».
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