Liguria

Lo stadio Ferraris potrebbe cambiare nome: il ruolo dello sponsor nella convenzione coi privati

Genova. Lo stadio Luigi Ferraris in futuro potrebbe non chiamarsi più così. È quanto prevede lo schema di convenzione tra il Comune e i soggetti privati che vinceranno la gara per assicurarsi il diritto di superficie sull’impianto fino a 90 anni in cambio della ristrutturazione.

Un punto specifico dell’accordo prevede infatti per il futuro concessionario il “diritto esclusivo di assegnare una denominazione ufficiale commerciale allo stadio per l’intera durata della concessione“. Questo diritto potrà essere ceduto a Genoa e Sampdoria se il vincitore del bando sarà diverso da Genova Stadium, la società paritaria tra i due club che ha proposto il progetto di riqualificazione.

Si tratta dei cosiddetti naming rights, meccanismo di sponsorizzazione in voga da anni per numerosi impianti sportivi a gestione privata in Italia e nel mondo. Basti pensare al palazzetto della Fiumara, oggi Palateknoship dopo essere passato per diverse denominazioni. Ma anche, restando in ambito calcistico, alla New Balance Arena di Bergamo, al Bluenergy Stadium di Udine e agli stadi che portano il marchio Allianz in tutta Europa.

Il testo della convenzione vieta espressamente denominazioni riconducibili a partiti o movimenti politici, organizzazioni sindacali o religiose, prodotti a base di tabacco, sostanze stupefacenti o materiale pedopornografico, messaggi discriminatori o incitanti alla violenza. Il concessionario dovrà comunicare la nuova intitolazione con 60 giorni di preavviso alle società sportive e al Comune, che dovrà rilasciare il suo nullaosta entro 30 giorni. Alla scadenza della concessione, il diritto di denominazione tornerà nella piena ed esclusiva disponibilità del Comune, senza possibilità di proroga o indennità.

Terrile: “Il nome rimarrà Luigi Ferraris”. Ma gli accordi vincolano il Comune

Il tema è stato discusso anche nell’ultima seduta del Consiglio comunale, quella in cui la maggioranza ha approvato la delibera con la costituzione del diritto di superficie e lo schema di convenzione allegato. L’ex vicesindaco Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova, aveva proposto un ordine del giorno con una serie di modifiche: introdurre una clausola che riservasse al Comune il “diritto di veto e preventivo gradimento”, inserire un vincolo di preservazione della memoria storica legata a Luigi Ferraris e a vagliare i futuri accordi sul naming rights per “verificare il rispetto dei requisiti di eticità, reputazione e coerenza coi valori storici e culturali della città”.

Proposte rispedite al mittente dalla giunta. A spiegare perché è stato il vicesindaco Alessandro Terrile: “Non c’è bisogno di integrare lo schema di convenzione. Il nome dello stadio è quello, peraltro previsto da atti del Comune di Genova molto risalenti nel tempo, che nessuno vuole modificare. Il nome è Luigi Ferraris e rimarrà Luigi Ferraris. Poi ci potranno essere ovviamente dei ragionamenti sulla sponsorizzazione dello stadio, ma questo non toglie il fatto che il nome resterà quello”.

Tuttavia, all’articolo successivo dello schema di convenzione si legge: “Il Comune si impegna a utilizzare la predetta denominazione in ogni comunicazione istituzionale, atto amministrativo, comunicato stampa o evento organizzato presso lo stadio“. E quindi, anche se lo stadio rimarrà formalmente intitolato a Luigi Ferraris, a livello ufficiale sarà obbligatorio usare la denominazione commerciale per rispettare i patti.

Generico settembre 2026

L’intitolazione a Luigi Ferraris – centrocampista del Genoa di origini piemontesi, morto nel 1915 sul monte Maggio durante i combattimenti della Prima guerra mondiale – risale al 1933, quando fu inaugurato lo stadio di via del Piano nella sua attuale collocazione. Da allora si è sempre chiamato così e nessuno ha mai messo in dubbio la sua denominazione, peraltro ben visibile sul frontale all’ingresso della tribuna sopravvissuto alla ristrutturazione del 1989. I cronisti sportivi nazionali lo chiamano spesso impropriamente “il Marassi“, metonimia dal quartiere sul modello di “San Siro” per il Meazza di Milano. È quasi certo, comunque, che per i genovesi di entrambe le fedi calcistiche sarà per sempre “il Ferraris”. Anche se un giorno dovesse campeggiare in facciata il nome di una banca o di una compagnia energetica.




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