Richiedenti mutuo, gli aretini i più giovani della Toscana. Tasso fisso in crescita, il quadro
Con un’età media di 34 anni e 3 mesi, i più giovani richiedenti mutuo della Toscana sono gli aretini. È quanto emerge dal report dell’Osservatorio di MutuiOnline.it per il mese di agosto 2026, dove sono state analizzate le dieci province toscane per quanto riguarda anche altri parametri come l’importo medio richiesto e il valore medio dell’immobile.
Il confronto regionale
Come anticipato, Arezzo è la provincia dove i richiedenti mutuo sono coloro con l’età più bassa della regione. Seguono nella specifica graduatoria Prato (35,3 anni) e Grosseto (37,7 anni), mentre i più “anziani” si trovano nel capoluogo Firenze (41,0 anni). La media complessiva in Toscana è di 39 anni e 9 mesi, superiore a quella nazionale (39 e 6 mesi).
Per quanto riguarda invece la durata media del mutuo richiesto, la provincia aretina occupa la settima posizione pari merito con Grossetto a quota 26,3 anni. Di lunghezza maggiore soltanto a Siena (26,5 anni) e Prato (27,8). I più brevi a Pistoia (23,2 anni) davanti a Massa Carrara (23,7) e Livorno (24,2).

Sul fronte dell’importo medio, se guardiamo quelle con le richieste più basse Arezzo è terza in Toscana con un costo di circa 125mila euro; inferiore solamente a Pistoia (119mila) e Massa-Carrara (poco meno di 102mila). I più alti si trovano a Lucca (171mila), seguita sul podio da Livorno (154mila) e Firenze (148mila). Il dato regionale si attesta sui 144mila euro, superiore alla media italiana di quasi 141mila.
L’ultimo dato è quello del valore medio degli immobili: l’Aretino, insieme a Massa-Carrara, sono i territori dove si registrano i valori più bassi con circa 166mila euro, mentre quelli più elevati si trovano a Livorno (264mila euro). Il valore medio in Toscana è di 229mila euro, mentre in tutta Italia è di 218mila euro.
Tasso fisso e variabile, i dati nazionali
Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, il Tan medio dei mutui a 20 e 30 anni a tasso fisso si attesta in crescita, con il valore che passa dal 3,35% di luglio al 3,46% registrato ad agosto (media di offerte standard e green). Sul fronte del variabile, invece, lo scenario resta invariato rispetto al mese precedente: dopo il rialzo osservato tra giugno e luglio in seguito all’aumento dei tassi deciso dalla Bce, ad agosto il Tan medio si è mantenuto stabile al 2,80%, confermandosi la soluzione più conveniente attualmente disponibile sul mercato.
Rispetto al mese precedente, la forbice tra le due tipologie di finanziamento si è dunque aperta nuovamente, passando da 53 a 66 punti base in media: ciò significa che, considerando un mutuo a 20 anni da 140mila euro, se a luglio la rata mensile media del variabile era inferiore di 39 euro rispetto a quella del fisso (762 contro 801 euro), oggi la differenza è pari a 47 euro, alla luce del rialzo dei mutui a rata bloccata la cui rata tocca media tocca aggi gli 809 euro in media. Sul totale degli interessi da pagare nel corso dei 20 anni di finanziamento, il vantaggio del variabile è aumentato dai circa 9.300 euro di luglio ai poco meno di 11.200 euro di agosto.
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