«Vivace e multietnico, la notte invece fa paura»

ANCONA Un grande quartiere colorato. Anzi, il più grande (e forse il più vivace) quartiere colorato di Ancona: nel 2023 i dati dell’Anagrafe del comune riportavamo 7145 abitanti in totale. Colorato nelle lingue, nei volti e nelle provenienze – gli stranieri, sempre secondo il report del Comune, sono il 46,1% – ma anche sui muri, tra graffiti e murales che spuntano quasi a ogni angolo.
Nella tavolozza, però, non manca il nero. Le zone d’ombra esistono e negarle sarebbe demagogico: se così non fosse, del resto, il Piano non sarebbe un Osservato speciale. Ma basta incontrare chi ogni giorno ci vive, lavora e alza una serranda per capire che fermarsi all’una o l’altra definizione significa raccontarne solo una parte.
La piazza
«Certo che le cose sono cambiate, tutto il mondo è cambiato». Nazario, 86 anni, originario di Sarnano, da circa 40 abita al Piano. «In via Scrima per l’esattezza sono venuto qui al civico 21 per consegnare i documenti della dichiarazione dei redditi». Mostra, nella vetrina il cartello con i contatti telefonici: sono in lingua italiana e araba. «Ecco, questo è il sintomo dell’integrazione».
Complicata, certo. «Guardi, qui la delinquenza c’è. Forse anche più che altrove, ma perché ritirandoci dalle piazze abbiamo lasciato che prendesse campo. Un tempo si usciva dopocena, si stava per il paese. Di sera qui girano quasi soltanto i malviventi, ma la delinquenza non ha colore. Io di notte non esco, sono anziano ormai. Ma se ne sentono di ogni».
Quando cala il buio
Proseguendo fino all’incrocio con via Giordano Bruno, entriamo nel negozio “Acqua&Sapone”: il direttore non c’è. Parliamo con una commessa, che vuole rimanere anomima, «io con il buio della sera ho a che fare tutti i giorni», ci dice. L’altro ieri i carabinieri sono arrivati per acquisire le telecamere di videosorveglianza a seguito della rissa che ha lasciato strascichi (un buco) sulla vetrina di Elly Curvy World).
«Abbiamo imparato a riconoscere certi volti e quando è il caso di dire una parola di meno. Se il Piano è sicuro? Di sera no, io al sicuro qui non mi ci sento. Provi a vedere davanti la Coop quando cala il buio, oppure davanti alla Chiesa (la Sacra Famiglia dei Salesiani). È pieno di bivacchi e gente poco raccomandabile». È giovedì, giorno di mercato in piazza d’Armi: una piazza prossima al restyling, un pezzo di quartiere che prova a rinascere.
Sono le 10.30 del mattino e qualcuno fa già colazione con una birra, qualcun altro beve il caffè sotto Speedy Bar, in via Cristoforo Colombo. Qui si trovano quelli del gelato in corso Carlo Alberto da “Sbaffo”, o del modellino della Fiat 500 dallo Zibaldone, negozio di giocattoli dell’epoca. Evitiamo la politica, lasciamo parlare la percezione.
«Una volta – racconta un residente – uno è sceso dal bus, eravamo nella fermata di Piazza Ugo Bassi, e senza alcuna ragione a iniziato a prendermi a male parole. Ho tirato dritto. Dopo le 18 l’alcool qui fa da padrone: una parola o uno sguardo di troppo e sei finito. Ditemi se si può vivere un quartiere così. Io abito in via Jesi, so che dalle 22.30 è meglio stare dentro casa». Il titolare del bar poco più avanti, quasi all’angolo con via Torresi, non è d’accordo. «Il piano non è indecente – dice – è che abbiamo smesso di viverlo, servono più iniziative, serve animarlo un po». Non nasconde le zona d’ombra. «Ma posso dire? Io abito in centro, poco lontano da corso Mazzini. Lì i maranza, come li chiamano oggi, mi fanno più paura dei bivacchi davanti alla Chiesa o dello spaccio dietro il Mercato del Piano. Certamente servirebbero più controlli, anche in tutti questi negozi etnici che vediamo spuntare di tanto in tanto, tutti uguali, uno accanto all’altro». Nel pomeriggio le strade si animano (più che altrove). I bar si riempiono, i bambini giocano nei parchi, i ragazzi a carte sui muretti.
L’ennesima lite
Alle 18 scoppia un’altra lite: bar Sweet, due uomini discutono violentemente, intervenire la moglie di uno dei due (51enne polacca) e viene presa per il collo. Sul posto intervengono due volanti della Polizia e la Croce Gialla di Ancona. La 51enne rifiuta il soccorso. Fuori dalla zona d’ombra, il Piano cerca di vivere nella normalità. Il mercato del venerdì (che ieri ha visto arrivare signore da ogni quartiere), la spesa al consorzio agrario, la partita al campetto dell’oratorio. E chissà che non possa iniziare a farlo anche dopocena.




