Trentino Alto Adige/Suedtirol

Provincia, autorizzato l’abbattimento di un lupo: terzo prelievo del 2026


Un nuovo decreto della Provincia autonoma di Bolzano, emanato ieri, autorizza l’abbattimento di un lupo nei comuni di Ultimo e Castelbello-Ciardes. È il terzo prelievo disposto in Alto Adige nel 2026.

Io non ho paura del lupo APS ha così commentato: «Non si può pensare di affrontare i conflitti con la zootecnia attraverso una successione di abbattimenti casuali. Occorre capire quali misure di prevenzione siano state adottate, valutare concretamente l’efficacia degli interventi e fare chiarezza anche sull’iter tecnico e procedurale seguito per autorizzarli».

Il provvedimento, firmato l’11 settembre 2026, riguarda i territori comunali di Ultimo e Castelbello-Ciardes e rappresenta il terzo prelievo autorizzato dalla Provincia nel corso del 2026. Alla base della decisione vengono indicate le predazioni avvenute negli ultimi mesi in alcune malghe del comune di Ultimo, dove, tra il 15 giugno e l’8 settembre, sono stati registrati complessivamente 22 ovini e 4 caprini morti o dispersi.

«Conosciamo bene le difficoltà che la presenza del lupo può determinare per chi pratica l’allevamento in montagna e non le abbiamo mai negate», dichiara Io non ho paura del lupo APS, «Da 10 anni lavoriamo direttamente con gli allevatori proprio per cercare soluzioni concrete. Ma gli abbattimenti non possono diventare la risposta automatica alle predazioni, senza prima aver messo in atto le dovute misure di prevenzione, come indicato dal quadro normativo e dalle indicazioni tecniche nazionali e comunitarie».

«Nel nuovo decreto, infatti, non vengono descritte specifiche misure di prevenzione adottate nei pascoli interessati, come recinzioni elettrificate, ricovero notturno o cani da protezione. Lo stesso provvedimento riferisce che gli animali vengono allevati prevalentemente al pascolo libero e sottoposti a controlli non continuativi, con frequenza variabile da quotidiana a più volte alla settimana», prosegue il comunicato.

«Il decreto autorizza di fatto l’uccisione di un qualsiasi lupo presente in un’area enorme, che comprende i territori comunali di Ultimo e Castelbello-Ciardes, per una superficie complessiva di oltre 260 chilometri quadrati, nonostante gli episodi richiamati nel provvedimento siano riferiti ad alcune specifiche malghe del comune di Ultimo: Significa autorizzare l’abbattimento di un lupo senza alcuna garanzia che sia l’animale coinvolto nelle predazioni», hanno spiegato gli animalisti.
 

«Restano inoltre dubbi sull’iter tecnico e procedurale seguito per l’adozione di questi provvedimenti. L’associazione nei giorni scorsi ha scritto formalmente a ISPRA chiedendo chiarimenti sul procedimento seguito nei precedenti abbattimenti autorizzati in Alto Adige e, in particolare, sulla possibilità che un parere tecnico formulato in termini generali possa essere utilizzato per sostenere successivi provvedimenti riferiti a episodi, territori e circostanze differenti, senza una nuova istruttoria tecnica specifica sul singolo caso».

Anche ENPA Rovereto, sulla stessa lunghezza d’onda, ha denunciato la decisione della Provincia di Bolzano: «Segue una strada cruenta e fallimentare», quella dell’uccisione dei lupi «a casaccio, solo per dimostrare agli allevatori di meritare i loro consensi».

«Noi ci auguriamo che gli allevatori si accorgano del vuoto politico che sottende a queste azioni crudeli, ma allo stesso tempo totalmente inutili. Infatti la politica del fucile non tutela nessuno, certo, non il grande carnivoro, ma neppure gli animali da reddito e gli allevatori stessi. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: quello delle fucilate è un sanguinoso vicolo senza uscita, che spara anche sull’unica via percorribile che è quella della prevenzione dalle predazioni», prosegue ENPA Rovereto. 

«Faremo tutto il possibile per fermare questo abominio. Un abominio che pone la Provincia di Bolzano fuori dall’Europa, in totale rotta di collisione con la direttiva Habitat e con le imprescindibili misure di prevenzione che la scienza esige. Il fatto che la cosiddetta normativa “Wolf free” sia ancora invocata, e il fatto che non sia stata impugnata dal Governo in difesa dei principi costituzionali, non la rende costituzionale. Basta arrogarsi Poteri Superiori per decidere chi debba essere cancellato da un territorio. Nessuno è inutile in natura, tutti siamo necessari, per mantenere quel poco di equilibrio ecologico che ancora, arrancando, cerca di resistere».

 

Per ENPA del Trentino Sezione di Rovereto, Ivana Sandri


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