Puglia

Sulla Murgia sorge il monastero Buddhista ‘Acqua Viva’

Un’isola spirituale all’insegna dell’economia della generosità e dell’aiuto reciproco nel cuore della bassa Murgia barese. Dimora di contemplazione per monaci e monache ma anche luogo sicuro e spazio aperto e socialmente utile. È il progetto Acqua Viva Leṇa Pāda da cui prende forma un monastero Buddhista ad Acquaviva delle Fonti. Più precisamente è nella zona boschiva di Sant’Elia che sorge il sito, tra i pochissimi monasteri della foresta in Italia, nonché il primo monastero buddhista inclusivo di genere sul territorio nazionale. 

Posto in un’area di circa 35 ettari di cui 15 utilizzabili a fine seminativo, il monastero è promosso dall’associazione no-profit Empty Cloud Italia e si propone come un ponte vivente tra l’essenzialità della tradizione buddhista e la ricchezza culturale pugliese, offrendo un’alternativa di pace e consapevolezza in un mondo sempre più frenetico. Di fondo, la filosofia del rispetto e della valorizzazione delle risorse esistenti, la meditazione che sposa la tutela del territorio.  

Alla residenza dedicata alla pratica contemplativa dei monaci, si affianca un centro di ritiro inteso come spazio per gli insegnamenti e lo studio del Dhamma. Tuttavia, l’eremo non è un’enclave chiusa ma un ecosistema aperto dove la disciplina monastica incontra l’esigenza di pausa del cittadino e la curiosità del ricercatore. Difatti va colto come hub educativo ad ingresso libero, già spendibile per workshop di sostenibilità e agricoltura biologica. Ospita poi un orto sociale e un programma residenziale, oltre ad inserirsi strategicamente lungo il percorso della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, promuovendo un turismo lento e consapevole che abbraccia tutte le generazioni. Non ultima la volontà di realizzare una food forest comunitaria per la quale tanti sono i volontari che in queste ore si stanno mobilitando: non mancano dunque i sostenitori dell’iniziativa, tra chi si è di già proposto con polloni radicati da fichi di proprietà, altri con donazioni di piccole piante da frutto come albicocche o prugne, non meno funzionale chi ha messo a disposizione degli alberelli di pino.

Acqua Viva Leṇa Pāda poggia sull’architettura dell’accoglienza che non riflette le logiche di mercato ma è sostenuta da un paradigma economico in grado di capovolgere le regole del profitto contemporaneo. Il cuore pulsante di Empty Cloud Italia è la ‘Dana’, ovvero l’economia della generosità dove ospitalità e saggezza sono doni, fiducia e aiuto reciproco valori essenziali. Utopistico? Costi ci sono: tutto viene sostenuto dalle donazioni spontanee di chi ha beneficiato delle esperienze o desidera renderle possibile per altri.

Nel mentre il disegno progettuale trova forma definitiva in via Monsignor Laera, una nuova stagione è letteralmente alle porte affinché la cura spirituale possa tradursi in rigore ecologico e impegno sociale. In un paesaggio spesso segnato dall’abbandono o dallo sfruttamento intensivo, Acqua Viva Leṇa Pāda si erge come una testimonianza reale di una verità millenaria. Il progetto non è solo una finestra di apertura e motivo d’incontro tra culture diverse ma un invito a praticare attivamente la pace e a sostenere la fratellanza tra i popoli.




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