Liste d’attesa, scontro su assunzioni e autorizzazioni sociosanitarie, è scontro a Palazzo Cesaroni

È stata una seduta interamente dedicata alla sanità quella che ha visto protagonista l’Aula di Palazzo Cesaroni. Liste d’attesa, assunzioni dirigenziali all’Azienda ospedaliera di Perugia e presunto blocco delle autorizzazioni sociosanitarie: su questi tre fronti si è consumato il confronto tra maggioranza e minoranza, con la presidente della Giunta, Stefania Proietti, chiamata a rispondere a mozioni e interrogazioni presentate dai consiglieri di opposizione.
Con 12 voti contrari della maggioranza e 8 favorevoli della minoranza, l’Assemblea ha respinto la mozione promossa da Eleonora Pace (FdI, primo firmatario), Laura Pernazza, Andrea Romizi (FI) e Donatella Tesei (Lega). L’atto impegnava la presidente Proietti a riferire con cadenza settimanale sullo stato delle liste d’attesa, pubblicare i dati aggiornati per Azienda sanitaria e classe di priorità e trasmettere una relazione settimanale all’Assemblea legislativa.
Illustrando la mozione, Pace ha citato i dati dell’Osservatorio Salutequità basati sulla Piattaforma Agenas, secondo cui l’Umbria si collocherebbe al 19° posto su 21 sistemi sanitari per il rispetto dei tempi delle prime visite specialistiche e all’ultimo posto in Italia per gli esami diagnostici, con solo il 59,9% dei casi nei tempi previsti a fronte dell’obiettivo nazionale del 90%.
La presidente Proietti ha respinto le accuse, parlando di “dati estrapolati ad arte” e di “comunicazione pubblica selettiva”. Secondo la governatrice, i numeri reali mostrano un miglioramento: per gli esami diagnostici il rispetto dei tempi sarebbe passato dal 54,2% del 2025 al 62% del primo semestre 2026, mentre per le prestazioni programmate si sarebbe saliti dal 49,3% al 55,1%. Proietti ha inoltre annunciato che al 8 settembre i PdT per le prestazioni traccianti di primo accesso erano 29.960, con 8.886 prestazioni oltre soglia (sotto il 30%). La presidente ha ribadito che i dati sono pubblicati settimanalmente sul sito istituzionale della Regione, validato dal Ministero della Salute con nota del 2 aprile 2026 come rispondente ai criteri di trasparenza al 100%, e ha definito “superfluo e pesante” l’invio di una relazione settimanale all’Assemblea.
Nel question time, Eleonora Pace e Matteo Giambartolomei (FdI) hanno interrogato Proietti sulle assunzioni a tempo pieno e determinato di due dirigenti delle professioni sanitarie – area infermieristica – disposte dall’Azienda ospedaliera di Perugia con delibera n. 1001 dell’11 agosto 2026. I consiglieri hanno chiesto quali fossero le “esigenze straordinarie” alla base del provvedimento e se le nuove posizioni fossero previste dal Piano triennale dei fabbisogni.
Proietti ha spiegato che la decisione rientra nel Piano di efficientamento aziendale e risponde a due aree prioritarie: il “governo integrato dei flussi assistenziali dell’area prevalentemente medica” e l’”efficientamento del percorso chirurgico e dell’utilizzo della capacità operatoria”. La presidente ha precisato che non si tratta di nuove strutture organizzative e che le esigenze sono “a carattere eccezionale e temporaneo”. Quanto al reclutamento tramite graduatoria dell’Asl Umbria 1, Proietti ha motivato la scelta con l’urgenza di perseguire gli obiettivi 2026.
Pace ha replicato esprimendo “perplessità”: “Una volta le assunzioni venivano fatte all’interno del Piao, ora nel Piano di efficientamento. Se le necessità sono emerse a febbraio, perché il provvedimento è stato fatto in urgenza ad agosto? Restano dubbi sulla modalità di reclutamento, senza possibilità di candidatura per i professionisti già presenti nell’azienda ospedaliera. Verificheremo che entrambi i dirigenti garantiscano il tempo pieno e la piena operatività”.
Sul fronte delle autorizzazioni sociosanitarie, Giambartolomei ha chiesto dati analitici sulle istanze giacenti, i motivi del presunto blocco e i tempi per l’adozione del nuovo atto di programmazione dei fabbisogni. Il consigliere ha ricordato che il Regolamento regionale n. 9/2023 fissa in 45 giorni il termine per la verifica di compatibilità e che alcune pratiche sarebbero ferme da quasi due anni, con ripercussioni sui servizi per disabilità, salute mentale e dipendenze.
Proietti ha risposto rivendicando la “piena legittimità dell’operato della Regione”, che per la prima volta starebbe dando attuazione all’obbligo di programmazione sociosanitaria previsto dalla normativa. “Neppure il Piano sanitario del 2009 conteneva una programmazione sociosanitaria”, ha sottolineato, aggiungendo che gli Uffici stanno procedendo a una “complessiva valutazione tecnica” delle istanze, che saranno inserite in un piano organico.
Giambartolomei ha replicato con durezza: “Mi complimento per la maestria nello schivare le domande. Nessuno dei tre quesiti ha ricevuto risposta. Non è chiaro quante siano le domande inevase e da quanto tempo, né perché non si provveda con delibere di Giunta. Anche oggi abbiamo avuto risposte evasive”.
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