il sindacato minaccia lo stato di agitazione

Nuove aggressioni al personale, disordini e una forte carenza di agenti. È il quadro descritto dall’Osapp, il sindacato della polizia penitenziaria, in merito alla situazione nella Casa circondariale di Bologna. Secondo l’organizzazione, gli ingressi di nuovi detenuti sono stati chiusi almeno fino al 9 settembre perché non ci sono più posti disponibili.
Il sindacato segnala inoltre il ripetersi di lanci di telefoni cellulari e droga dall’esterno verso la popolazione detenuta e denuncia una presenza di personale ridotta ai minimi termini. In particolare, l’Osapp sostiene che le richieste di rinforzi avanzate durante l’estate non abbiano prodotto risultati e contesta anche il trasferimento di alcune unità negli uffici del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria.
Tra le criticità viene citato anche il caso di un detenuto ritenuto responsabile di diverse aggressioni agli agenti. Il suo trasferimento, richiesto dalla direzione dell’istituto, sarebbe stato respinto dal Provveditorato. Secondo il sindacato, il detenuto avrebbe provocato un nuovo episodio di criticità anche il 7 settembre.
Di fronte a questa situazione, l’Osapp annuncia di essere pronto a interrompere le trattative con l’amministrazione locale e regionale e a proclamare lo stato di agitazione. Il sindacato chiede il trasferimento del detenuto, l’invio urgente di nuovo personale e la proroga dello stop agli ingressi fino al ritorno a condizioni di normalità.
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