Piemonte

“Nuova via Roma bellissima, ma contro caldo va rivisto Piano Estate” – Torino Oggi


Nel 2025 hanno preso il via i lavori per la nuova pedonalizzazione di via Roma, con un investimento complessivo di 12 milioni di euro. Dopo un anno e mezzo di cantiere, sabato dalle 18.30 ci sarà la grande inaugurazione.

– Simone Fissolo, capogruppo dei Moderati, cosa ne pensa della nuova via Roma? 

– La nuova via Roma è bellissima, non cambierei niente. I portici sono pensati per riparare dalla pioggia, ma vanno benissimo anche contro il caldo dell’estate.  Non mi ricordo di sollevazioni popolari per avere gli alberi in via Garibaldi o in via Lagrange. Non serve inventarci nulla: la politica è in perenne ritardo, ma Torino in questi anni sta accelerando sulle risposte.

– Cosa vuole dire che non serve inventarsi nulla?

– Il Palazzo del Lavoro completato nel 1961, ben 65 anni fa, è stato pensato con le palette frangisole per impedire ai raggi di riscaldare troppo all’interno. La Nuvola Lavazza inaugurata nel 2018 ha utilizzato la vernice naturale per gli esterni in grado di raccogliere CO2 e abbassare le temperature: sull’uso delle pitture speciali ho presentato un’interpellanza nel 2023.

-Ma se non serve nulla di nuovo, vuol dire che va tutto bene?

– No, per nulla. Noi dobbiamo continuare a lavorare perché Torino sia vivibile anche con 40° gradi e siamo in ritardo su tutto. In primis serve produrre energia pulita. Secondo il Sole 24 Ore siamo al 94° posto su 106 città capoluogo per la presenza di solare pubblico. Bene che il deposito GTT del Gerbido abbia i pannelli fotovoltaici, oltre alle batterie di accumulo per la ricarica dei bus elettrici. Bisogna seguire l’esempio anche per gli altri depositi. 

– L’amministrazione comunale negli scorsi anni, in collaborazione con Iren, ha dato il via ad EfficenTo: un investimento da 110 milioni del Gruppo per migliorare le prestazioni energetiche di 857 palazzi della Pubblica Amministrazione.

– È un progetto molto importante. Però non possiamo mettere il fotovoltaico solo per rendere autonomi gli edifici. Penso ad esempio all’officina comunale via Ponchielli in Barriera di Milano: per proiettarci verso una riduzione delle emissioni di CO2, perché non produrre energia per ricaricare le macchine elettriche in dotazione alla città e che vengono proprio parcheggiate lì? E potrei andare avanti a lungo con gli esempi. L’ex discarica Basse di Stura è perfetta per ospitare un impianto fotovoltaico: io, come capogruppo dei Moderati, nel 2023 avevo presentato un’interpellanza sul tema.

 – Quindi con il caldo aumenta il consumo di energia che non fa bene all’ambiente.
Come amministratori dobbiamo occuparci di migliorare la vita dei nostri cittadini, ma certo non lo possiamo fare con i paraocchi sul mondo. Il Piano Estate è un elenco insufficiente di luoghi con i condizionatori a disposizione delle persone più avanti con l’età. Torino ha oggi estati meridionali. Impariamo dunque dal Sud, impariamo dai Paesi che affrontano il caldo vero. Il Comune ha un piano Inverno ben strutturato perché storicamente siamo una città del nord (con un clima nordico): con il cambiamento climatico, dobbiamo imparare però a tenere insieme i due livelli.

– Quali possono essere possibili soluzioni?
Ho proposto con una mozione che le nuove case abbiano un contenitore di acqua piovana, da utilizzare per esempio per la pulizia delle scale dei condomini o per innaffiare il verde condominiale.
Le isole del nostro Paese, Sardegna e Sicilia, ci possono insegnare tanto su come gestire la scarsità idrica. 
Ho proposto più volte di pensare ad un Piano del sottosuolo: il capoluogo non ne ha uno che censisca esattamente cosa c’è sotto i nostri piedi. Pietro Micca ci insegna che Torino ha un sottosuolo sviluppato: è arrivato il momento di occuparsene. A Tashkent, nella capitale uzbeka, dove il caldo d’estate è importante, esiste un sottopasso commerciale per raggiungere la stazione metro Chorsu che ripara dalle alte temperature e visto che stiamo realizzando una nuova linea metro, conviene pensarci ora.

– Ok quindi produciamo energia pulita e raccogliamo acqua, ma come contrastiamo il riscaldamento globale?
Anche qui non serve alcuna rivoluzione, serve lavorare. Nel 2024 ho ottenuto di aumentare di 50.000 euro le risorse destinate alla piantumazione degli alberi e sempre nello stesso anno ho modificato il Regolamento del verde per obbligare alla compensazione ambientale. Un privato cittadino o un ente che abbatte un albero, ne ripianta o ne dona un altro alla città. Misure concrete insomma. Io non conosco le proposte dei partiti che mandano i propri consiglieri ad innaffiare le fioriere morte in via Roma, ma conosco e apprezzo il lavoro di questi anni dell’amministrazione Lo Russo e del mio Gruppo consiliare dei Moderati.

– Ma quindi in via Roma il 12 settembre ci saranno le fioriere?
Ben vengano le fioriere in via Roma, ma quell’asse non è il luogo simbolo della lotta al cambiamento climatico. La nuova via Roma è il simbolo della rinascita turistica di Torino e dobbiamo festeggiare la sua inaugurazione come tale. 




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