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Wall Street Journal: “L’Iran attacca navi militari della Marina Usa. Washington colpisce vicino a Kharg e Jask”

La notizia è stata pubblicata in serata dal Wall Street Journal, ma sull’ufficialità l’amministrazione Usa al momento non si pronuncia. Teheran e Washington hanno ripreso gli attacchi nel Golfo: l’Iran ha lanciato, rivela il Wsj, un attacco contro navi della Marina Usa dopo aver sparato, nel fine settimana, missili balistici contro una portaerei e un cacciatorpediniere lanciamissili statunitensi. E gli States hanno risposto in serata colpendo obiettivi vicino all’isola iraniana di Kharg e alla città portuale di Jask, tra cui petroliere iraniane. Un’escalation mentre i ribelli Houthi yemeniti, sostenuti da Teheran, attaccano quattro città nel sud dell’Arabia Saudita, alleata degli Stati Uniti, mentre lo Yemen sembra ad un passo dalla guerra civile, dopo una settimana di violenti scontri tra le forze yemenite governative (oramai alle porte di Sanaa) e i ribelli, mentre i loro alleati iraniani esibiscono come un bottino di guerra un drone sottomarino autonomo statunitense di “ultima generazione” catturato, sostengono le Guardie Rivoluzionarie iraniane, dalla loro Marina ad Hormuz.

Per il segretario di stato americano Marco Rubio dietro l’attacco dei ribelli all’Arabia Saudita c’è Teheran. E anche se nell’attacco di oggi, sostengono le autorità americane, nessuna nave è stata colpita, funzionari statunitensi hanno dichiarato al Wall Street Journal che i recenti tentativi dell’Iran di colpire obiettivi navali americani hanno sollevato preoccupazioni sul fatto che Teheran stia utilizzando armi più sofisticate e possa ricevere assistenza da Cina o Russia.

Pesante il bilancio dell’operazione su vasta scala dei ribelli Houthi, che ha colpito in profondità nel territorio saudita, colpendo infrastrutture civili e petrolifere nelle città di Abha, Khamis Mushait, Jazan e Najran: 73 le persone rimaste ferite, mentre droni e missili hanno preso di mira anche una base aerea saudita e obiettivi della compagnia petrolifera statale Aramco. In una settimana l’offensiva dei proxy di Teheran verso il Mar Rosso ha già fatto oltre 500 vittime e costretto oltre 150mila persone a fuggire dalle conseguenza degli attacchi. Per la Croce Rossa, che chiede lo stop alle ostilità tra Yemen e Arabia Saudita, è oramai una drammatica “emergenza umanitaria”. Se non contenuti, i combattimenti per la presidente del Cicr, Mirjana Spoljaric, “potrebbero peggiorare la già devastante situazione umanitaria che milioni di persone stanno affrontando”.

Un’azione che trova la condanna dell’Egitto e spinge il premier pachistano Shehbaz Sharif, uno dei grandi mediatori del Memorandum di Islamabad, a esprimere piena solidarietà a Riad. Ed è proprio al Memorandum firmato a giugno, oramai lettera morta, che Teheran torna con ostinazione. “La soluzione all’attuale tensione nella regione è semplice. Il ritorno e il rispetto degli impegni assunti da parte degli Stati Uniti nell’ambito del Memorandum apriranno la strada al ritorno alla normalità e alla cessazione delle tensioni” ribadisce il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Ma quanto le posizioni restino in stallo è reso plasticamente dalle parole di Donald Trump ad una commemorazione della tragedia dell’11 settembre: “Faremo il possibile per assicurarci che un altro giorno così non si ripeta”, dice. “Ora ci stiamo battendo contro un Paese che vorrebbe l’arma nucleare. Ma non l’avrai mai: l’Iran non l’avrà mai”.

L’articolo Wall Street Journal: “L’Iran attacca navi militari della Marina Usa. Washington colpisce vicino a Kharg e Jask” proviene da Il Fatto Quotidiano.


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