Nuovi video sull’11 settembre, emerge la vicinanza tra attentatori e Arabia Saudita
Due nuovi video di Omar al-Bayoumi, cittadino saudita che aiutò a trovare un’abitazione in California a due dei dirottatori dell’11/9, sono al centro della causa da 1.000 miliardi di dollari intentata dalle famiglie delle vittime dell’11 settembre contro l’Arabia Saudita.
I filmati sono stati scovati negli anni, insieme al taccuino dell’uomo che conteneva un disegno con un aereo e dei calcoli matematici accanto che, secondo gli esperti, erano un’equazione per calcolare la caduta di un edificio.
L’azione legale, autorizzata da un giudice federale lo scorso anno, approderà il prossimo 7 ottobre davanti alla corte d’appello del Secondo Circuito di New York che ascolterà per la prima volta le argomentazioni delle parti e dovrà stabilire se il caso può andare a processo.
Le famiglie delle vittime ritengono che i due nuovi video spuntati siano una prova cruciale perchè mostrano gli stretti rapporti fra al-Bayoumi e Riad, confermando – a loro avviso – le responsabilità dell’Arabia Saudita nell’attacco. In uno dei video l’uomo, che secondo l’Fbi era sul libro paga dell’intelligence saudita, riprende il Campidoglio a Washington e parla di un «piano». Secondo il rapporto del 2004 della Commissione sull’11/9, Capitol Hill era il probabile obiettivo del volo United 93, che si è schiantato a Shanksville, in Pennsylvania.
Il secondo video immortala invece la festa di benvenuto in California di due dei dirottatori : il filmato è girato nell’appartamento che i due usarono. All’udienza saranno portate anche altre prove a sostegno della tesi che al-Bayoumi era in contatto con Riad, fra queste anche il minuscolo schizzo di un aereo accanto a calcoli matematici che, secondo gli esperti, rappresentano l’equazione per calcolare la discesa dal cielo di un oggetto.
Il disegno era contenuto nel quaderno di appunti dell’uomo ed è stato sequestrato dalle autorità britanniche nel 2001 ma poi restituito a al-Bayoumi nel 2002. Negli ultimi 25 anni al-Bayoumi è stato sentito dalle autorità britanniche su richiesta degli Stati Uniti ma mai incriminato.
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