Piemonte

Ad Asti il presidio degli animalisti contro il Palio

ASTI –  Si è da poco concluso il 751° Palio di Asti. Dopo una corsa combattutissima al traguardo arriva il “signor” Dino Pes, detto Velluto, per San Martino – San Rocco, con Excalibur.

Uno degli eventi più attesi e importanti per la città che, però, è stato anche al centro della protesta degli animalisti.

La protesta

Si è svolto nella città piemontese un presidio di protesta per dire no all’impiego degli animali nell’ambito del Palio e degli eventi correlati. La manifestazione ha riportato al centro del dibattito pubblico l’impatto che lo spettacolo e le rievocazioni storiche possono avere sulla salute fisica e psicologica degli animali coinvolti.

“La protesta nasce da una posizione precisa: siamo contrari all’utilizzo degli animali per finalità di spettacolo, intrattenimento, tradizione, competizione e alimentare, indipendentemente dal contesto nel quale questo avvenga”, hanno spiegato i promotori dell’iniziativa. Durante il presidio, diversi cittadini e passanti si sono avvicinati ai manifestanti per esprimere solidarietà e approfondire i temi della protesta, anche se non sono mancati momenti di tensione causati dalle provocazioni di alcuni presenti in evidente stato di alterazione.

La critica etologica: cavalli e cani sotto stress

Il fulcro della contestazione si basa su ragioni di natura etologica. Gli attivisti sottolineano come rumori forti, folla, sollecitazioni ambientali, trasporto, addestramento e pratiche di doma rappresentino fattori di fortissimo stress per i cavalli impiegati nella competizione.

Sotto la lente dei manifestanti è finita anche la sfilata storica: tra le varie situazioni segnalate, si evidenzia la presenza di un cane visibilmente affaticato dalle condizioni climatiche e dall’ambiente particolarmente affollato e rumoroso.

«Nessuna tradizione giustifica la sofferenza»

Per le associazioni promotrici non si tratta semplicemente di ridiscutere i regolamenti o l’organizzazione della singola manifestazione, ma di superare un modello concettuale:

“Riteniamo che la sofferenza o lo stress di un animale non possano essere considerati un prezzo accettabile in nome della tradizione, dello spettacolo, del divertimento e dell’alimentazione.

La tradizione non può diventare una giustificazione per ignorare la natura e le esigenze etologiche degli esseri senzienti.

Non esiste un modo per utilizzare gli animali. Esiste solo un modo per rispettarli.

Con questa iniziativa intendiamo portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni una riflessione più ampia sul rapporto tra esseri umani e animali e sulla necessità di superare qualsiasi forma di sfruttamento animale, non soltanto nell’ambito del Palio, ma in ogni contesto nel quale gli animali vengano impiegati per finalità umane”, concludono.

Google News
Rimani aggiornato seguendoci su Google News!

SEGUICI

Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »