Umbria

Terni, asili nido ai privati: opposizioni e sindacati contro il modello Bandecchi

Il Consiglio comunale di Terni ha approvato lunedì mattina l’affidamento della gestione dei servizi educativi a operatori privati. Coinvolte due strutture del quartiere Borgo Bovio, Peter Pan di via Rosselli e l’asilo di via Cadore, che passeranno in concessione per un triennio. La maggioranza rimane ancora una volta compatta in aula, ma le opposizioni non hanno risparmiato critiche al modello Bandecchi.

Sulla concessione degli asili nido ai privati il Comune metterà a disposizione del concessionario, a titolo gratuito, locali e arredi delle due strutture, mantenendo a proprio carico la fornitura dei pannolini. Continuerà poi a sostenere le rette delle famiglie con Isee basso e per la manutenzione ordinaria si farà invece ricorso agli stanziamenti previsti a bilancio: qualora non bastassero, dovrà essere individuato un capitolo di spesa dedicato. Su questi punti si sono concentrate le critiche di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, espresse sia in aula sia in una nota stampa congiunta. Per le due forze di opposizione, l’amministrazione avrebbe dovuto puntare al rafforzamento della gestione pubblica anziché alla concessione a un soggetto privato, che si remunererà tramite rette, contributi pubblici e attività aggiuntive, con un utile d’impresa stimato attorno al 3 per cento. «Su servizi così importanti per bambini e famiglie – concludono – Terni ha bisogno di trasparenza e di una visione di lungo periodo, non di formule rassicuranti che rischiano di raccontare solo una parte della realtà».

Sul tema sono intervenute anche le sigle sindacali Fp Cgil e coordinamento donne Cgil di Terni. La Fp Cgil ternana parla di un «attacco senza precedenti ai servizi pubblici», dichiarandosi contraria a un modello che, a suo giudizio, smantella il welfare comunale aprendo la strada alla privatizzazione. Nella nota il sindacato accusa la giunta di non aver programmato per tempo, di non aver assunto il personale necessario e di non aver investito nel futuro della città, creando così i presupposti per la delibera approvata in Consiglio.

Pd e M5S puntano il dito, infine, anche sulla tenuta della maggioranza guidata da Stefano Bandecchi, segnalando le difficoltà mostrate in aula nel raggiungere autonomamente il numero necessario per l’avvio dei lavori consiliari. I due partiti evidenziano in particolare il ruolo di Orlando Masselli, spesso in rotta con il sindaco, la cui presenza ha permesso l’apertura della seduta. «Nessuno – precisano – mette in discussione il diritto e il dovere di ogni consigliere di partecipare ai lavori dell’assemblea: il problema è politico, perché l’opposizione non si dichiara nelle note stampa, ma si dimostra nelle scelte concrete, soprattutto quando la maggioranza mostra segnali di difficoltà».

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