il ko di Tsitsipas sigilla il record

La sconfitta di Stefanos Tsitsipas negli ottavi degli Us Open contro Ben Shelton ha sancito un traguardo senza precedenti nel tennis maschile: nel 2026 nessun tennista con il rovescio a una mano è arrivato almeno in una semifinale di uno dei quattro Major (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon, Us Open). È la prima volta in 150 anni, su 524 edizioni.
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L’esito del torneo newyorkese ha inoltre segnato l’ultima apparizione in un Major di Stan Wawrinka. Il fenomeno, tra i più celebri interpreti recenti del rovescio a una mano, lascia così il palcoscenico dei Major nello stesso anno in cui la specialità non ha più raggiunto i turni finali.
Il declino del rovescio classico è stato un processo progressivo. Secondo la ricostruzione, a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta l’aumento della velocità negli scambi ha modificato i modelli tecnici, con figure come Bjorn Borg e Andrè Agassi che hanno orientato in modo decisivo la scuola moderna. Oggi è sempre più raro che i giovani vengano impostati con il rovescio a una mano.
Tra i pochi a mantenere competitività con quel colpo c’è stato Lorenzo Musetti, che nel 2024 e nel 2025 aveva portato la bandiera italiana arrivando in semifinale a Wimbledon e al Roland Garros. In vista degli Us Open si era allenato con Roger Federer, ma non è riuscito a ripetere i risultati. Prima del torneo di New York occupava il 14° posto della classifica Atp e ora rischia di scivolare fuori dalla top 20; resta comunque il tennista non bimano più alto nel ranking.
Il calo di giocatori come Grigor Dimitrov e Denis Shapovalov ha inciso ulteriormente sulla presenza dei rovesci a una mano ai livelli più alti. Tra le nuove leve, i puristi avevano individuato uno svizzero di Basilea, Henry Bernet: il ragazzo, che compirà 20 anni a gennaio, è stato paragonato a Federer ma al momento si trova al 396° posto del ranking.
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