Umbria

Bonus natalità, in Umbria fondi per altre mille famiglie. Dal 2008 nella regione nascite dimezzate

Fino a mille ulteriori domande potranno essere finanziate grazie ai 500 mila euro aggiuntivi stanziati dalla Regione per il sostegno alle famiglie con figli nati nel 2025. La giunta regionale ha infatti aumentato da 500 mila a un milione di euro la dotazione dell’avviso sulla natalità, consentendo di scorrere la graduatoria e finanziare parte dei nuclei familiari che, pur avendo i requisiti, erano rimasti esclusi per esaurimento delle risorse. 

I numeri Il contributo previsto è di 500 euro per ciascun figlio nato nel 2025 ed è rivolto alle famiglie con un Isee non superiore a 30 mila euro. Le domande presentate sono state complessivamente 2.262: 976 sono già state finanziate, 1.272 sono state ammesse ma non finanziate e 14 sono risultate inammissibili. Con i nuovi fondi potranno quindi essere finanziate fino a mille delle domande rimaste in graduatoria, in base allo scorrimento previsto. L’incremento delle risorse rientra nell’ulteriore milione di euro destinato dalla Regione agli interventi per la natalità attraverso l’assestamento del bilancio 2026-2028. Dei nuovi fondi, 500 mila euro sono destinati all’avviso relativo ai nati nel 2025; la restante quota, pari a 500 mila euro, finanzierà gli interventi per la natalità riferiti al 2026.

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Proietti e Barcaioli «La denatalità – scrive in una nota di Palazzo Donini la presidente Stefania Proietti – è una delle grandi sfide che abbiamo davanti e non può essere affrontata chiedendo alle famiglie di sostenere da sole il peso delle scelte genitoriali. Per questo abbiamo ritenuto importante aumentare le risorse e raggiungere altre famiglie che avevano i requisiti, ma erano rimaste escluse per l’esaurimento dei fondi». L’intervento si inserisce in una più ampia programmazione regionale sui servizi per l’infanzia. «Abbiamo infatti destinato 7 milioni di euro alla creazione di oltre 500 nuovi posti nei nidi e nei micronidi e 4,3 milioni di euro al tempo integrato nella scuola primaria. Sono investimenti  – spiega l’assessore all’Istruzione, Fabio Barcaioli – che rafforzano il sistema educativo regionale e che vogliono offrire alle bambine e ai bambini la possibilità di crescere in Umbria e alle famiglie condizioni più favorevoli per conciliare i tempi di vita e di lavoro».

Nascite dimezzate Quanto al bonus, di sicuro non punta a essere una misura in grado di invertire un trend ormai strutturale, in Umbria ma non solo. Nel 2008, secondo la banca dati di Istat, in Umbria si contavano 8.271 nascite; nel 2025 sono scese a 4.442: 3.829 in meno, pari a un calo del 46,3 per cento. La discesa ha portato le nascite sotto quota 7 mila nel 2014, sotto 6 mila nel 2018 e sotto 5 mila nel 2022. Nel 2024 erano state 4.736, già minimo storico, prima dell’ulteriore arretramento del 2025, quando il calo annuo è stato del 6,2 per cento. La contrazione, dunque, non si è arrestata: nell’arco di 17 anni il numero dei nuovi nati si è praticamente dimezzato.

I fattori In generale i bonus possono avere qualche effetto positivo, più che altro modesto e temporaneo mentre, come spiegato recentemente dall’Ocse, gli effetti più importanti e duraturi per le famiglie sono quelli prodotti da congedi retribuiti, servizi per l’infanzia e misure che facilitano la conciliazione tra lavoro e famiglia. Casa, nido, cura, reddito e lavoro rimangono quindi gli elementi chiave sui quali investire per tentare di invertire la rotta. 

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