«Servono investimenti e volumi, non tagli» – Forlì24ore.it

I sindacati contestano le 297 eccedenze annunciate nello stabilimento e chiedono un intervento deciso del Governo per far rispettare gli impegni presi
Il ridimensionamento dello stabilimento Electrolux di Forlì finisce al centro dello scontro tra la dirigenza aziendale e le organizzazioni sindacali. Il vertice incentrato sulle prospettive del sito romagnolo ha tratteggiato uno scenario ritenuto inaccettabile dai rappresentanti dei lavoratori, a fronte di numeri che prevedono 297 eccedenze complessive, ripartite tra 214 operai addetti alla produzione e 83 dipendenti dello staff.
L’impatto sul personale di fabbrica comporterebbe una contrazione dagli attuali 584 addetti a 370 entro il 2028. Parallelamente si assisterebbe a una netta flessione della capacità produttiva: la fabbricazione dei forni scenderebbe dagli 1,129 milioni attuali a 980 mila pezzi, mentre quella dei piani cottura subirebbe un vero e proprio dimezzamento, passando da circa 452 mila a 207 mila unità. In totale, i volumi produttivi si ridurrebbero da circa 1,58 milioni di pezzi a 1,187 milioni.
I rappresentanti di Fiom CGIL e CGIL Forlì Cesena respingono questa traiettoria industriale, ribadendo come il confronto debba essere orientato all’incremento dei volumi, degli investimenti e delle novità di prodotto anziché alla mera gestione dei tagli occupazionali. La critica riguarda anche il mancato rispetto della discontinuità promessa dall’azienda nelle sedi istituzionali, di fronte al Ministero e alle Regioni, dove Electrolux si era impegnata a garantire continuità e a varare una strategia del tutto nuova.
La vertenza assume ora una spiccata valenza istituzionale. I sindacati chiedono che il Governo intervenga direttamente per far rispettare gli accordi, evidenziando come esistano ancora i margini per invertire la rotta. Tra le opportunità citate rientrano il mantenimento di una quota base per i piani cottura e il rinnovo delle gamme dei marchi AEG ed Electrolux previsto tra il 2027 e il 2028.
«Come Fiom e Cgil non accetteremo che il recupero della competitività venga scaricato sui lavoratori attraverso riduzioni del costo del lavoro, peggioramenti delle condizioni o delocalizzazioni» spiegano dalla sigla di categoria e dalla camera del lavoro territoriali. «Non abbandoneremo il tavolo, ma restare al tavolo non significa essere disponibili a negoziare gli esuberi. Il nostro obiettivo è impedire il ridimensionamento dello stabilimento e garantire a Electrolux Forlì una prospettiva industriale e occupazionale di lungo periodo».
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