due giorni tra Chieti e la Costa dei Trabocchi

Due giornate per unire ricerca scientifica, attività fisica e inclusione. Torna con la seconda edizione “PARKIthlon”, il triathlon aperto a tutti promosso dalla Fondazione Limpe per il Parkinson Ets e organizzato dalla Clinica neurologica di Chieti dell’università “Gabriele d’Annunzio”, dalla Asl 02 Lanciano-Vasto-Chieti e dal Dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze cliniche.
Il programma si svilupperà tra Chieti e la Costa dei Trabocchi. Il 10 settembre l’Aula Galilei del Dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze cliniche ospiterà la giornata “Nuove frontiere nel Parkinson. Terapie infusionali, neuromodulazione e strumenti digitali”, dedicata agli aggiornamenti sulle possibilità diagnostiche e terapeutiche della malattia.
Il giorno successivo, 11 settembre, dalle 10, la manifestazione si sposterà sulla spiaggia di Fossacesia Marina, dove persone con malattia di Parkinson, caregiver, familiari, medici, operatori sanitari, volontari e cittadini potranno partecipare al triathlon individualmente o in staffetta. Il percorso prevede 400 metri di nuoto, 10 chilometri in bicicletta e 2,5 chilometri di camminata veloce o nordic walking.
«Il PARKIthlon non è una gara contro il tempo», spiegano gli organizzatori, ma un modo per tradurre in pratica il valore dell’esercizio fisico nella gestione della malattia.
«Ai benefici clinici prodotti da sport e attività fisica corrispondono meccanismi biologici precisi», sottolinea Stefano Sensi, direttore della Clinica neurologica dell’ospedale di Chieti e del Dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze cliniche. Sensi richiama il ruolo dell’attività fisica sulla plasticità sinaptica, sui fattori neurotrofici e sulla funzione mitocondriale, evidenziando come l’esercizio sia oggi al centro anche di studi internazionali sulla neuroprotezione.
Accanto alla dimensione motoria, l’iniziativa punta anche su quella relazionale. Secondo gli organizzatori, isolamento e solitudine possono aggravare il declino funzionale e cognitivo, mentre la partecipazione sociale può contribuire a ridurre ansia e depressione. Un’attenzione particolare viene riservata anche ai caregiver, spesso sottoposti a un forte carico fisico e psicologico.
La giornata scientifica del 10 settembre sarà articolata in tre sessioni. La prima sarà dedicata alla fase complicata della malattia e alle terapie infusionali, la seconda alla neuromodulazione e la terza alle nuove tecnologie per diagnosi e cura, con approfondimenti su intelligenza artificiale, dispositivi indossabili, imaging e cellule staminali.
Nel corso dell’incontro si parlerà anche di nuove formulazioni di levodopa, stimolazione cerebrale profonda, ultrasuoni focalizzati e medicina rigenerativa. Su quest’ultimo fronte Sensi invita però alla cautela: le terapie con cellule staminali sono ancora in fase di studio e «nessuna clinica privata è oggi autorizzata a offrirle».
Source link




