i residenti di Gallignano scrivono a Mattarella, ricorso contro il Comune
ANCONA Il cambio di dicitura delle vie, da comunali a vicinali ad uso pubblico (per metà è quindi privata), porta ad un altro ricorso dei residenti contro Palazzo del Popolo. Dopo quello degli abitanti di via Letamai del Castellano, la strada che conduce al carcere di Montacuto, ora tocca a 15 famiglie nella frazione di Gallignano, in zona Madonna delle Grazie, a farsi avanti. Tramite l’avvocato Alessandro Rocco hanno presentato un ricorso straordinario al presidente della Repubblica Sergio Mattarella . Chiamano in causa il Comune perché non vogliono pagare gli oneri di manutenzione della strada dove abitano e dove si trovano le proprie abitazioni da decenni. Con il passaggio a strada vicinale infatti la via diventa per metà privata e devono contribuire alle spese.
La delibera
La partita delle strade vicinali è esplosa dopo la delibera del consiglio comunale del 2 aprile scorso. Dopo oltre 40 anni è stato infatti approvato l’aggiornamento dell’elenco delle strade vicinali di uso pubblico presenti nel territorio comunale e fermo al 1983. Un provvedimento che ridefinisce la classificazione della rete viaria minore alla luce dei cambiamenti intervenuti nei flussi di traffico, negli insediamenti e nell’utilizzo delle strade, chiarendo competenze, modalità di gestione e responsabilità sulla viabilità minore. L’aggiornamento era nato da una ricognizione tecnica che aveva preso in esame diverse caratteristiche sia costruttive che di collegamento, secondo quanto previsto dal Codice della strada.
Il ricorso
I frontisti della strada si oppongono alla nuova classificazione. Ci sarebbero circostanze che giustificano i presupposti di una strada demaniale visto che sussiste un impianto di illuminazione pubblica. Se lo è la luce in sostanza lo deve essere anche la strada di percorrenza. Inoltre c’è una numerazione civica pubblica. Nel ricorso, a cui il Comune resisterà e ha dato mandato al proprio ufficio legale interno con l’avvocato Demetrio Sgrignuoli, Palazzo del Popolo «non avrebbe dimostrato in maniera completa la sussistenza della natura privata della strada». Nel ricorso si chiede l’annullamento della nuova denominazione.




