«Anche nelle Marche si combatta con il polpo Cuvier»

ANCONA – Il granchio blu continua a espandersi nell’Adriatico e a mettere sotto pressione il comparto della pesca e dell’acquacoltura. Un’emergenza che ora approda anche in Consiglio regionale con un’interrogazione presentata da Maurizio Mangialardi, consigliere regionale del Pd ed ex sindaco di Senigallia, che chiede alla Giunta Acquaroli di fare il punto sulla presenza della specie lungo il litorale marchigiano e di valutare l’adozione del progetto sperimentale “Octo-Blu”.
Il Callinectes sapidus è una specie invasiva arrivata nei nostri mari, tra le altre modalità di introduzione, attraverso le acque di zavorra delle navi cargo transoceaniche. La sua rapida diffusione sta creando problemi soprattutto alle produzioni di bivalvi, come cozze, ostriche e vongole, di cui il granchio si nutre.
«Un’emergenza per il comparto»
«Da alcuni anni il Mare Adriatico è interessato da una rapida ed estesissima diffusione del granchio blu», sottolinea Mangialardi, evidenziando come il fenomeno rappresenti «una vera e propria emergenza non solo per la nostra Regione, ma anche e soprattutto per Veneto ed Emilia Romagna».
A pagare il prezzo più alto è un settore già provato da diverse difficoltà. «Pesca e acquacoltura – osserva il consigliere dem – sono comparti già duramente colpiti dal caro carburante e dalla riduzione degli stock ittici».
Dalla pesca alle tavole, ma il problema resta
Negli ultimi anni sono state messe in campo diverse iniziative per cercare di contenere la diffusione del crostaceo. Una delle principali è stata proprio la pesca del granchio blu, affiancata dalla valorizzazione commerciale della specie.
Il prodotto è arrivato anche sulle tavole degli italiani, stimolando la nascita di imprese impegnate nella lavorazione, nell’inscatolamento e nella commercializzazione, anche verso i mercati esteri.
Ma, secondo Mangialardi, «iniziative che, tuttavia, non sono state sufficienti e non hanno portato a debellare una specie ancora molto presente nel nostro Mare».
La carta del polpo Cuvier
Per cercare una soluzione diversa, l’Emilia Romagna ha avviato nel 2024 il progetto sperimentale “Octo-Blu”, basato su uno studio dell’Università di Bologna.
La strategia punta sul polpo Cuvier, considerato un predatore naturale del granchio blu.
Nel corso del 2026 sono iniziati i primi rilasci sperimentali, con alcune decine di migliaia di esemplari, mentre il programma prevede di arrivare fino a 500 mila polpi. L’obiettivo è verificare se il predatore possa contribuire a ridurre la presenza del granchio e, di conseguenza, proteggere gli allevamenti di cozze, vongole e ostriche.
«Serve una strategia per tutto l’Adriatico»
Da qui la proposta avanzata da Mangialardi alla Regione Marche. «Ho presentato un’interrogazione alla Giunta Acquaroli – spiega – nella quale, oltre a chiedere conto del livello di presenza e diffusione del granchio blu lungo il litorale marchigiano, propongo di adottare anche nella nostra Regione il programma “Octo-Blu”».
Per il consigliere regionale del Pd, però, la risposta al problema non può essere limitata ai singoli territori. «È necessario dare vita a una strategia coordinata per il monitoraggio nell’ambito del bacino adriatico, coinvolgendo tutte le Regioni interessate».
Una proposta che punta dunque a mettere in rete le diverse realtà affacciate sull’Adriatico, nella consapevolezza che la diffusione del granchio blu non segue i confini amministrativi e rischia di avere conseguenze sempre più pesanti sull’ambiente marino e sull’economia della pesca e dell’acquacoltura.




