a San Donà di Piave l’apertura con “Storie di fiume, fiume di storie” di Bruna Braidotti
Domani, 2 settembre, la rassegna Fiume Festival si inaugura a San Donà di Piave con lo spettacolo “Storie di fiume, fiume di storie”, messo in scena dalla Compagnia di Arti e Mestieri di Pordenone. L’appuntamento è fissato alle 18.30 sulle rive del Piave, nella località Chiesanuova.
La manifestazione giunge alla XII edizione ed è promossa dal Comune di San Donà di Piave. Per l’apertura la scelta è caduta su un progetto che intreccia teatro, memoria locale e musica: testo, regia e interpretazione sono firmati da Bruna Braidotti, affiancata dall’accompagnamento musicale di Nicola Milan alla fisarmonica.
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Al centro della pièce c’è la storia del Piave, ricordato anche con l’appellativo di “fiume sacro alla Patria”. Il racconto è affidato a una figura mitica che attraversa il repertorio delle leggende fluviali: l’Anguana. Questa creatura, profondamente legata alle acque, svolge il ruolo di narratrice e filo conduttore dell’azione scenica.
L’Anguana, nella messa in scena, ritorna sulle rive del fiume come erede di antichi culti legati alle sorgenti. È descritta come presenza femminile legata ai rituali che un tempo radunavano le comunità attorno all’acqua per chiedere protezione e prosperità. A seconda delle tradizioni, queste figure possono essere rassicuranti o inquietanti; nella rappresentazione diventano ponte tra mito e vita quotidiana.
Lo spettacolo ricostruisce il Piave nelle sue molteplici dimensioni: dalla geografia alle acque, dalle pratiche di navigazione e pesca alle vicende delle comunità rivierasche. Il racconto non tralascia le sequenze di dominazioni e conflitti che hanno segnato il corso del fiume, né le trasformazioni più recenti dovute all’intervento umano, presentate come ferite che hanno alterato il suo andamento.
Un gesto scenico ricorre come elemento simbolico: l’Anguana prepara un piccolo pesce, poi offerto al pubblico. È un richiamo ai banchetti rituali che un tempo accompagnavano le celebrazioni legate alle acque, e assume una funzione narrativa oltre che simbolica nello sviluppo dello spettacolo.
L’origine del progetto affonda in una ricerca condotta da Bruna Braidotti insieme a Giulio Ferretti, durata oltre trent’anni. Da questo lavoro è nata una forma di “drammaturgia fluviale”: un approccio che dà vita a rappresentazioni costruite sulle specificità di ciascun corso d’acqua. Nel tempo la compagnia ha realizzato oltre cento versioni dello spettacolo, ciascuna adattata alla storia, alle memorie e alle leggende del fiume su cui viene proposta.
Il teatro proposto dalla Compagnia di Arti e Mestieri mette in dialogo mito, memoria e storia; il fiume non è confinato allo sfondo scenico ma agisce come protagonista vivo, capace di modellare le comunità e di condensare nei suoi anfratti tracce di vita quotidiana e di vicende collettive.
L’evento si svolge all’aperto, sulle rive del Piave, in uno spazio che richiama la stretta relazione tra paesaggio e racconto. L’appuntamento è inserito nel calendario del Fiume Festival, che quest’anno propone un programma dedicato agli sguardi sul fiume e sulle comunità che ne condividono il corso.
Per informazioni è possibile contattare la Compagnia di Arti e Mestieri via email all’indirizzo info@compagniadiartiemestieri.it o visitare il sito www.compagniadiartiemestieri.it.
Ingresso gratuito.
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