Abruzzo

Marciapiedi invasi, Tari più cara e servizio peggiore


Il sistema di raccolta differenziata porta a porta a Pescara è sotto accusa. Domenico Pettinari, presidente del movimento “Pettinari per l’Abruzzo”, insieme ai consiglieri comunali Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea, ha tenuto un incontro per denunciare i disagi crescenti che il modello attuale sta causando ai cittadini, soprattutto nelle zone ad alta densità abitativa. Il gruppo aveva presentato un ordine del giorno per chiedere una revisione del sistema, ma la proposta è stata bocciata dalla maggioranza di centrodestra.

Il problema: marciapiedi bloccati e rifiuti abbandonati

Secondo i tre esponenti del movimento, in molti condomini i cittadini sono costretti a esporre ogni giorno un numero considerevole di mastelli lungo i marciapiedi e sulla pubblica via. In alcune strade, durante gli orari di esposizione e raccolta, i contenitori occupano una parte significativa degli spazi destinati ai pedoni, creando difficoltà in particolare ad anziani, persone con disabilità, cittadini con ridotta mobilità e genitori con passeggini.

“È inaccettabile – sottolineano i rappresentanti di Pettinari per l’Abruzzo – che un cittadino debba fare lo slalom tra mastelli e sacchi per poter percorrere il marciapiede. La raccolta dei rifiuti deve migliorare la qualità della vita, non trasformarsi in un ostacolo alla libera fruizione degli spazi pubblici”.

A questo si aggiunge il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti e del conferimento irregolare: cumuli agli angoli delle strade, contenitori stracolmi, cattivi odori e la presenza di gabbiani, piccioni e altri animali. “Queste immagini – affermano Pettinari, Di Pillo e D’Andrea – non possono essere considerate episodi isolati. Le fotografie e le segnalazioni che riceviamo quotidianamente raccontano una città nella quale il problema dei rifiuti è diventato un problema di decoro, vivibilità e sicurezza degli spazi pubblici. E non riguarda un solo quartiere: il disagio viene segnalato in diverse aree di Pescara, con una situazione ancora più complessa laddove la densità abitativa è elevata”.

Le proposte: mini isole ecologiche e cassonetti informatizzati

Il gruppo di opposizione non chiede di abolire la raccolta differenziata, ma di ripensarne il modello. “Non siamo contrari alla raccolta differenziata – spiegano Pettinari, Di Pillo e D’Andrea – ma siamo contrari a un modello organizzativo che, in molte zone della città, sta scaricando sui cittadini le conseguenze di una pianificazione evidentemente non adeguata alla conformazione urbanistica di Pescara”.

Tra le soluzioni proposte, la principale è la realizzazione di una rete capillare di mini isole ecologiche, distribuite in modo omogeneo sul territorio, con un costo stimato di circa 30mila euro ciascuna. In alternativa, dove in passato erano collocati i cassonetti stradali, potrebbero essere installati nuovi cassonetti informatizzati e differenziati, accessibili tramite tessera magnetica, al costo di circa 3mila euro l’uno. “I nuovi cassonetti stradali informatizzati costerebbero circa 3mila euro, sicuramente una spesa sostenibile da parte di Ambiente spa e del Comune di Pescara se si pensa che fino ad oggi hanno speso milioni di euro per ecopiazzole e isole ecologiche installate solo in alcune zone della città”, sottolineano i tre.

Il movimento chiede inoltre di salvaguardare le oasi ecologiche condominiali già realizzate su suolo pubblico. “Dove le oasi condominiali hanno funzionato, devono essere mantenute e, laddove possibile, implementate. Rappresentano una soluzione che consente di concentrare i contenitori in aree dedicate, liberando i marciapiedi e migliorando il decoro”.

Tari aumentata, servizio peggiorato

Il nodo economico è al centro delle critiche. Il gruppo ricorda che la maggioranza di centrodestra ha approvato di recente un aumento della Tari che comporterà un aggravio complessivo di circa 1,5 milioni di euro a carico delle utenze domestiche e non domestiche. “Se ai cittadini viene chiesto di pagare di più, è doveroso garantire loro un servizio all’altezza. Non è accettabile che aumentino i costi mentre, contemporaneamente, aumentano anche le segnalazioni di disservizi e degrado”.

I tre esponenti puntano il dito anche sulla dirigenza di Ambiente spa: “A fronte dei continui disservizi la dirigenza di Ambiente continua a percepire lauti premi di produzione arrivando anche per un singolo soggetto a sfiorare i 150 mila euro annui con i premi. In ogni azienda privata se si riscontrano disservizi la dirigenza viene sostituita ma comunque non percepirà mai un premio di produzione a fronte di un disservizio, il Comune di Pescara preferisce invece premiare il disservizio”.

Il carico insostenibile sugli operatori

La denuncia riguarda anche le condizioni di lavoro degli operatori sul campo. Secondo il movimento, molti lavoratori di Ambiente spa sono costretti a gestire circa 800 “prese” di mastelli al giorno, il doppio del massimale previsto di 400, senza che negli ultimi anni sia stata prevista alcuna turnazione della mansione.

Il gruppo chiede all’amministrazione comunale di intervenire con un piano organico che preveda, tra l’altro, una revisione del modello di raccolta differenziata, la realizzazione di mini isole ecologiche distribuite uniformemente, la regolamentazione delle oasi condominiali già esistenti, un servizio permanente di controllo affidato al gruppo antidegrado della polizia locale, una campagna di informazione ai cittadini e una verifica periodica dei risultati da comunicare al consiglio comunale. “La raccolta differenziata deve essere uno strumento di civiltà, non una fonte quotidiana di disagi”, concludono Pettinari, Di Pillo e D’Andrea.


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