Bari, torna il mercatino del Libro Usato di Zona Franka
Anche quest’anno l’Unione Degli Studenti Bari organizza il Mercatino del Libro Usato, un’iniziativa politica che l’Unione degli Studenti Bari porta avanti da 22 anni “con lo scopo primario di facilitare la condizione studentesca e difendere il diritto allo studio in una fase in cui vediamo continui tagli a livello nazionale sull’istruzione e sulla scuola pubblica”, dichiara Bianca Oliver Catala, coordinatrice UDS Bari
A partire dal 31 agosto sino al 5 ottobre “dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 20), il Mercatino si terrà come di consueto nella sede di Zona Franka in via Dalmazia 35 a Bari.
“Da anni come sindacato studentesco rivendichiamo una scuola gratuita e accessibile per tutti – continua Catala – In un periodo storico in cui gli investimenti sulla scuola pubblica diminuiscono e il costo dell’istruzione si va a scaricare sulle famiglie attraverso l’aumento dei prezzi dei libri scolastici, il continuo cambio delle edizioni, e una stima di spesa di circa 500 euro per figlio ogni anno ci impegniamo a garantire il diritto allo studio”.
Il Mercatino rappresenta uno strumento concreto per aiutare studenti e studentesse e le loro famiglie, consentendo di acquistare i testi scolastici a prezzo ridotto del 50% rispetto al costo di copertina, consentendo un risparmio significativo, oltre a permettere agli studenti di negoziare, in conto vendita, i libri che hanno utilizzato negli anni precedenti.
“Oltre alla comodità e al sostegno economico che il mercatino offre, questo ha il chiaro obiettivo di lanciare un messaggio di opposizione politica a un governo che non investe sulla scuola pubblica e che, al contrario, contribuisce ad aumentare le differenze sociali tra gli studenti, mettendo alcune famiglie in sempre maggiore difficoltà, aggravando anche fenomeni come l’abbandono e la dispersione scolastica, che negli ultimi anni stanno prendendo sempre più piede specialmente al Sud. Per questo il Mercatino diventa non soltanto un servizio utile, ma soprattutto un mezzo di mobilitazione concreta e assunzione del diritto allo studio”, conclude Catala.




