Cultura

Assassin’s Creed riparte dopo il flop del film: Netflix sceglie Roma e uno dei periodi più oscuri della sua storia

Quando Michael Fassbender calzò il cappuccio bianco nel 2016, i fan di Assassin’s Creed speravano finalmente in un adattamento cinematografico all’altezza della saga videoludica che aveva conquistato milioni di giocatori in tutto il mondo. Il risultato fu un clamoroso tonfo: critica impietosa, botteghino deludente e una sensazione amara di occasione sprecata. Ma Netflix non si arrende facilmente, e ora il colosso dello streaming si prepara a riscrivere la storia con una serie televisiva che promette di fare ciò che il film non è riuscito a realizzare: essere fedele allo spirito del gioco.

Le riprese sono già iniziate lo scorso marzo, e dai set filtrano notizie che fanno ben sperare. Una delle star del progetto ha confermato in esclusiva a ScreenRant che la produzione sta puntando tutto sull’autenticità storica, elemento fondamentale per chi conosce la filosofia della serie Ubisoft. A differenza del film che si era perso in ambientazioni generiche e trame confuse, la serie Netflix ha scelto un contesto preciso e potente: Roma nel 64 dopo Cristo, sotto il regno terrificante dell’imperatore Nerone.

La scelta non è casuale, visto che Nerone rappresenta uno dei periodi più drammatici e affascinanti della storia romana: l’anno 64 d.C. è quello del grande incendio di Roma, evento che ancora oggi alimenta dibattiti storici e leggende. Alcuni storici accusarono l’imperatore di aver appiccato il fuoco per ricostruire la città secondo la propria megalomane visione, mentre lui incolpò i cristiani, scatenando le prime persecuzioni sistematiche. Un contesto perfetto per le dinamiche di complotto, manipolazione e lotta nell’ombra che caratterizzano Assassin’s Creed.

Assasin’s Creed con Fassbender, fonte: Ubisoft

Ma cosa significa esattamente “autenticità storica” in un franchise che mescola eventi reali con elementi di fantascienza, società segrete millenarie e artefatti alieni? Per chi ha giocato ai capitoli migliori della saga, la risposta è chiara: significa ricreare ambienti storici credibili, architetture fedeli, costumi accurati e atmosfere che trasportano davvero il giocatore (o in questo caso lo spettatore) nell’epoca rappresentata. La produzione sembra aver imparato dagli errori del passato.

Il film di Fassbender aveva speso troppo tempo nel presente, con lunghe sequenze nell’Animus che interrompevano il ritmo narrativo e confondevano gli spettatori non familiari con il videogioco. Le indiscrezioni sulla serie suggeriscono invece un approccio più bilanciato, con maggiore enfasi sull’ambientazione storica e meno sulla cornice fantascientifica. La vera sfida della produzione sarà quindi quella di mantenere l’equilibrio tra fedeltà al materiale originale e necessità di raccontare una storia comprensibile anche a chi non ha mai impugnato un controller.

I fan di lunga data si aspettano inevitabilmente di ritrovare alcuni degli elementi che hanno costruito l’identità di Assassin’s Creed: i Pezzi dell’Eden, lo scontro tra Assassini e Templari, la lama celata e naturalmente i salti della fede. Ma una serie televisiva dovrà funzionare anche per chi non ha mai impugnato un controller, costruendo personaggi e una storia capaci di reggersi indipendentemente dalla conoscenza dei videogiochi.

Assasin’s Creed, fonte: Ubisoft

Da questo punto di vista, l’ambientazione scelta offre parecchio materiale. La Roma imperiale può diventare molto più di un semplice sfondo e permettere alla serie di intrecciare la sua storia con intrighi politici, lotte di potere e alcuni dei personaggi più conosciuti dell’epoca. Del resto, Assassin’s Creed ha sempre funzionato meglio quando la sua componente più fantastica riusciva a inserirsi con naturalezza tra eventi e figure realmente esistiti.

Ma per ora Netflix e Ubisoft stanno tenendo nascosto praticamente tutto ciò che riguarda la trama. Non sappiamo chi saranno i protagonisti, quale ruolo avranno Assassini e Templari e soprattutto quanto la serie attingerà alla mitologia costruita dai videogiochi in quasi vent’anni. Le parole arrivate dalla produzione sono comunque interessanti proprio perché mostrano quanto sia importante, questa volta, trovare il giusto equilibrio tra libertà narrativa e ricostruzione storica.

Dopo il film del 2016, che non riuscì a trasformare Assassin’s Creed nella saga cinematografica sperata da Ubisoft, la serie Netflix rappresenta quindi un’altra occasione per portare questo universo fuori dai videogiochi. L’ambientazione romana è sicuramente un ottimo punto di partenza; adesso resta da capire quale storia verrà costruita al suo interno e, soprattutto, se questa volta Assassin’s Creed riuscirà finalmente a funzionare anche lontano dal controller.


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