Chieti parla inglese, dal Teate Cinema meets english Movies nuove prospettive per la cultura partecipata

Grande partecipazione e interesse per il “Teate cinema meets english movies”: prima edizione della rassegna di cinema in lingua inglese promossa dall’associazione culturale Teate nostra. Nelle due serate del 20 e 25 agosto largo Cremonesi a Chieti ha accolto il pubblico, confermando l’interesse dei cittadini verso iniziative capaci di coniugare cinema, lingua, cultura e dialogo.
Al termine delle proiezioni di ‘The king’s speech’ (Il discorso del re) e ‘Dead poets society’ (L’attimo fuggente), il pubblico ha scelto di fermarsi, confrontarsi, esprimere opinioni, ascoltare punti di vista differenti e condividere riflessioni in un clima di autentico rispetto reciproco.
“Si tratta di un segnale importante, che testimonia quanto esista ancora il desiderio di ritrovarsi attorno a idee, valori ed esperienze culturali vissute insieme – commenta l’ideatore della rassegna, Angelo Cavallucci -. In un tempo in cui il confronto pubblico rischia spesso di ridursi a messaggi rapidi, slogan e comunicazioni frammentarie, queste due serate hanno dimostrato come sia ancora possibile creare spazi nei quali le persone possano ascoltare, riflettere, dialogare e sentirsi parte di una comunità”.
L’inglese, protagonista dell’iniziativa, non è stato il fine del progetto, ma il mezzo attraverso cui costruire un’esperienza più ampia: un linguaggio comune capace di favorire curiosità, apertura culturale e partecipazione attiva.
L’entusiasmo manifestato dal pubblico incoraggia oggi una riflessione più ampia. “Esperienze di questo tipo – la proposta di Cavallucci – potrebbero infatti rappresentare l’inizio di un percorso permanente, fondato su incontri culturali gratuiti, aperti a tutte le generazioni, dedicati al cinema, alla letteratura, all’attualità, alle lingue straniere e a ogni altra forma di conoscenza capace di stimolare il pensiero critico e la partecipazione civica”.
Una prospettiva che, secondo i promotori, potrebbe trovare naturale collocazione anche all’interno di quegli spazi comunali oggi poco utilizzati o non pienamente valorizzati, nella convinzione che “il vero patrimonio di una città non è costituito soltanto dai suoi luoghi, ma soprattutto dalle persone che scelgono di viverli”.
“E quando la cultura riesce a riempire quegli spazi di dialogo, curiosità e partecipazione, allora non si conclude un evento. Può cominciare un percorso. La risposta ricevuta in queste due serate – riprende Cavallucci – dimostra che investire nella cultura significa investire nelle relazioni umane. Significa offrire occasioni concrete affinché persone di età, professioni ed esperienze diverse possano incontrarsi, conoscersi e riscoprire il piacere del dialogo. Teate cinema meets english movies nasceva come una rassegna cinematografica con scopo sociale: la promozione dello scambio di idee ed il confronto, l’ascolto ed il vedere la propria voce e la propria opinione trovare spazio concreto, diretto, reale. Oggi, grazie alla partecipazione dei cittadini, si propone come qualcosa di più: un laboratorio di comunità, nel quale il cinema rappresenta soltanto il punto di partenza di un percorso più ampio”.
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