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“Tutto, a casa mia, era beige o di colori neutri. Vestivo persino i miei figli così, ma ho rivoluzionato tutto col fai-da-te. Non abbiate paura di una sparachiodi”: la storia di Kayzie Weedman e il trend del ‘sad beige parenting’

Beige, tortora, crema, legno naturale. Niente colori accesi, niente giocattoli sgargianti, possibilmente nemmeno vestiti troppo vivaci per i bambini. Sui social questa estetica ha ormai un nome, non proprio lusinghiero: sad beige parenting. Il termine ha cominciato a circolare su TikTok nel 2021 grazie alla creator americana Hayley DeRoche, che con il suo account Sad Beige ironizzava sull’invasione di abiti, giochi e camerette per bambini declinati nei toni neutri. Una parodia diventata virale e poi trasformata in una definizione utilizzata per indicare una vera e propria estetica familiare.

Il fenomeno negli anni è cresciuto al punto che anche il Guardian gli ha dedicato diversi approfondimenti: sui social abbondano le cosiddette “sad beige moms”, mamme che mostrano camerette color avorio, giocattoli in legno, abiti color sabbia e case in cui anche gli oggetti destinati ai bambini sembrano dover rispettare una precisa palette cromatica.

Non vi piace questo tipo di estetica? Ebbene, non piace (più) nemmeno a Kayzie Weedman, 33 anni, interior designer e influencer di Chicago che si presenta infatti come una “recovering sad beige mom”, una “mamma beige triste in via di guarigione”. E racconta a People di essere stata a lungo concentrata solo sui colori neutri.


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