Carboni al Festival del Calcio: “Arezzo sempre nel cuore”

Amedeo Carboni, ex difensore e aretino doc, è stato ospite della serata “I protagonisti del calcio si raccontano”, svoltasi venerdì 28 agosto all’Hotel New Energy Valdichiana di Rigutino (Arezzo). L’evento rientra nel programma della XV edizione del Festival del Calcio Italiano e dello Sport, ideato da Donato Alfani.
Carboni e le radici aretine
Carboni, terzino che nel corso della carriera ha indossato le maglie di Bari, Empoli, Parma, Sampdoria, Roma e Valencia — club spagnolo con cui ha anche ricoperto il ruolo di capitano — ha scelto di concentrarsi soprattutto sulle origini e sull’infanzia vissuta ad Arezzo, dove ha mosso i primi passi nel calcio.
Ad aprire la serata è stato il presidente del Festival Donato Alfani: “Mi fa piacere avere qui con noi Amedeo Carboni. La cosa che mi ha colpito sin da subito è la sua umiltà, il dialogo e il confronto. Il modo in cui parla di calcio rispecchia la sua storia. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno deciso di assistere all’evento di questa sera”.
Carboni ha ringraziato l’organizzazione: “Parlare di calcio mi fa molto piacere, soprattutto quando ci sono dei temi importanti: metto la mia esperienza di ex calciatore al servizio di tutti voi. Sono già stato ospite di un evento del festival mentre qui, al New Energy, mi sembra tutto molto iconico”.
Presente alla serata anche il presidente dell’Arezzo Guglielmo Manzo, che ha sottolineato il valore di iniziative come questa e l’entusiasmo della piazza per il grande avvio di campionato degli amaranto in serie B, categoria che mancava da 19 anni.
L’infanzia e la famiglia
Carboni ha ripercorso le origini della sua passione per il calcio, partendo dal contesto familiare: “Essendo l’ultimo di tre fratelli, che hanno giocato tutti a calcio, non c’erano molte alternative. Mi hanno subito contagiato, è stato un amore a prima vista. Ai miei tempi di campi disponibili ce n’erano pochi e con molte buche. Quindi si giocava nelle piazze, e in paese si rompeva sempre qualche vetrina…Mio padre, pur avendo visto tre figli giocare a calcio, si è spento senza aver capito la regola del fuorigioco. Mio fratello maggiore, il più bravo a giocare perché è arrivato fino alla Nazionale Dilettanti, ci ha sempre portato con sé agli allenamenti. Era impossibile pensare di non seguire le sue orme. Tra me e lui ci sono sedici anni di differenza, in pratica un secondo padre. Io e Guido, l’altro fratello, col tempo ci siamo rifatti di tutti i divieti: l’abbiamo reso succube delle nostre marachelle”.
Le giovanili e il sogno dell’Arezzo
L’ex difensore ha ricordato con affetto gli allenatori delle giovanili: “Gli allenatori d’infanzia sono stati per me dei secondi genitori: da Lisi a Gori, da Duranti a Talusi, senza dimenticare Magi. Ricordo che ci allenavano al manicomio: il custode sembrava uno scheletro, erano i campi del centro sportivo. Nessuno dei nostri genitori si è mai scandalizzato, quell’esperienza ci ha sicuramente fortificato. Non ho mai davvero pensato di fare strada: il mio obiettivo era di giocare nell’Arezzo, in prima squadra. Dopo che ce l’ho fatta, ogni anno mi cedevano, sempre in Serie A peraltro. Continuavo a chiedermi perché all’Arezzo non mi volessero. Ho avuto una fase della carriera in cui mi mandavano a giocare sempre in prestito”.
L’Arezzo in serie B e la vita oggi
Carboni si è anche espresso sul campionato in corso: “Il livello della serie B si è sicuramente alzato, ma rispetto al calendario iniziale tremendo dico che forse è meglio incontrare subito le big che devono ancora rodarsi. Bucchi dovrà essere più psicologo che allenatore”.
Sul presente, l’ex terzino ha concluso con una riflessione personale: “Oggi mi piace sviluppare le attività che abbiamo alla Chiassa, poi l’esperienza ti fa anche migliorare in molte cose come il contatto con la gente. Nel calcio oggi ti si avvicinano molte persone solo per interesse, motivo per cui è difficile capire chi tiene davvero a te. L’Amedeo Carboni di oggi è già nonno, ha una famiglia numerosa e bellissima. Ultimamente sono tornato nella casa dove sono nato: per me è sempre un’emozione speciale”.
Per il secondo anno consecutivo, Arezzo è stata scelta come Capitale italiana del Calcio e dello Sport nell’ambito del festival.
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