“la nomina di Giovanni Grasso all’Ars è un’opportunità per il territorio”. Il dibattito continua

La nomina di Giovanni Grasso a commissario straordinario dell’Ars ha scatenato decine di prese di posizione tra chi ha contestato la scelta del presidente della Regione Toscana e chi invece l’ha appoggiata. Negli ultimi giorni dagli ambienti fiorentini è emerso anche qualche mal di pancia interno alla coalizione di centro sinistra che appoggia Giani e in particolare nel Pd. Si parla infatti di malumori per il segretario regionale Fossi e gli altri referenti Dem per la mancata condivisione della scelta.
Nell’aprile scorso polemiche interne al centro sinistra, con prese di posizione contrarie, si erano invece avute per la nomina di Scaramelli a garante per l’infanzia e l’adolescenza, con Avs e 5 Stelle che contestavano la mancanza di un curriculum adeguato su questo settore, mentre, in quel caso, Pd e Italia Viva (o meglio Casa riformista) erano uniti dell’approvarla.
Con Giani che nei giorni scorsi ha difeso la scelta di Grasso, non escludendo nemmeno che dopo il periodo di commissariamento possa diventare il presidente dell’Ars, e il neo commissario che dichiara che “risponderà con i fatti”, si sono schierati contro gli ordini dei medici toscani e hanno chiesto chiarezza sul futuro dell’ente anche la Rsu dei dipendenti dell’agenzia regionale e la Funzione Pubblica della Cgil. Dunque il dibattito è tutt’altro che sopito per questa vicenda politica che, si ricorderà, ha il suo messaggio iniziale lanciato proprio ad Arezzo in occasione dell’ultima campagna elettorale quando lo stesso Giani, intervenuto alla presentazione della lista di Casa Riformista con Grasso capolista, disse: “se andrà bene avrà un incarico di responsabilità nell’ambito politico della città, se invece la corsa alle amministrative non porterà al risultato sperato, lui sarà parte del mio lavoro e di una mia squadra in Regione”.
Il sostegno delle Acli per Grassso
Oggi arriva l’endorsement delle Acli di Arezzo: “La nomina di Giovanni Grasso a commissario straordinario dell’Ars, Agenzia Regionale di Sanità della Toscana, rappresenta un’importante opportunità per il territorio aretino.” Così le Acli di Arezzo che, pur ritenendo legittimo il dibattito sui criteri che guidano le nomine negli enti pubblici, invitano a ricondurre la discussione alla natura dell’incarico e, soprattutto, alle competenze della persona chiamata a ricoprirlo. “Quella di commissario straordinario è, per sua stessa natura, una nomina di carattere politico – spiega Luigi Scatizzi, presidente delle Acli di Arezzo, – dunque, anche in questo caso, interessa un professionista verso cui il presidente Eugenio Giani nutre stima e fiducia. Il vero ambito di discussione dovrebbero essere le competenze, l’esperienza e la preparazione per svolgere il ruolo: il curriculum e il percorso professionale di Giovanni Grasso rappresentano elementi di garanzia rispetto alla responsabilità che gli è stata affidata”. L’associazione, allo stesso tempo, evidenzia un ulteriore elemento di rilievo per la comunità aretina: alla guida dell’Agenzia Regionale di Sanità, infatti, viene posto un professionista che conosce direttamente il territorio, le sue caratteristiche e le sue esigenze. Queste conoscenze, secondo le Acli di Arezzo, rappresentano un valore aggiunto in un settore delicato come quello sanitario, favorendo una maggiore attenzione alle peculiarità locali e ai bisogni delle comunità nelle attività di analisi, programmazione e indirizzo. “La presenza di un aretino alla guida dell’ARS – continua Scatizzi, – offre l’opportunità di mantenere uno sguardo attento anche sulle necessità della provincia, valorizzandone specificità e bisogni all’interno del quadro regionale. Nell’augurare buon lavoro a Grasso, invitiamo dunque a guardare alla nomina con un atteggiamento costruttivo, senza lasciare che il confronto politico finisca per oscurare il valore dell’incarico e le potenzialità che può offrire al territorio”.
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