servono nuove aree e alloggi per i nostri collaboratori

BOLZANO. Noi? Dobbiamo trovare un tetto ai nostri collaboratori e individuare nuove aree per far lavorare le aziende”. Ma non basta: “Perché è importante provare a tenere insieme le generazioni, quelle vecchie e quelle nuove, l’artigianato vive anche di legami famigliari…”. E dunque di eredità sul piano delle competenze e dei saperi, antichi e moderni che siano. Sta su questi piani solo apparentemente diversificati l’orizzonte che si tiene ben stretto l’Alto Adige delle piccole imprese, quelle che uniscono le reti del territorio attraverso il lavoro. Ed è anche per sollecitare l’impegno della politica che l’associazione lvh-apa ha vissuto la sua giornata di incontri collettivi tra operatori e vertici.
Le sollecitazioni di cui sopra, quasi un disegno programmatico, sono quelle di Martin Haller, il presidente e di Hannes Mussak, il suo vice. “Terreni e alloggi, questi sono gli obiettivi per non smettere di crescere” hanno ribadito. I due, insieme a tanti responsabili dei 110 circondari che punteggiano le presenze lvh-apa sul territorio, avevano di fronte Peter Brunner. Dunque, assessore? “Quello che gli artigiani prefigurano per il futuro prossimo è già dentro le nostre intenzioni”. Tanto che ha preannunciato lo schema di ampliamento degli alloggi di servizio, pronti a passare da un massimo di 160 metri a 220. Così che la loro suddivisione (quella di oggi è 110-50) non dovrà essere più penalizzante per chi lascia il più grande, magari alla successiva generazione.
C’è poi la questione Bolzano. A cui soprattutto Hannes Mussak, vista la collocazione della sua impresa, tiene in particolare. E a questo proposito resta centrale il tema casa ma anche dei lotti su cui installare imprese e impostare alloggi di servizio: “Chiediamo giustamente che arrivino qui competenze sul piano del personale, le cerchiamo e le individuiamo, ma poi non possiamo offrire loro un tetto ai prezzi di mercato bolzanini”. Per questo Peter Brunner ha prefigurato la possibilità che vi possano essere sbocchi su lotti anche nelle vicinanze del capoluogo, attivando accordi intercomunali al proposito.
Poi, altra questione centrale per chi svolge la sua attività anche sul piano delle consegne, delle visite ai clienti, del trasporto dei materiali, la viabilità: “Bolzano è bloccata da decenni sulle stesse direttrici – hanno convenuto Haller e Mussak – e le grandi opere sono di là da venire”. Dunque? “Guardiamo con attenzione a quello che ha fatto e sta facendo la nuova amministrazione. Aver riaperto assi che prima erano preclusi – ha osservato Hannes Mussak – sta producendo effetti positivi anche sui nostri tempi di consegna. Con viale Trento e via Claudia Augusta riaperti nei due sensi, le connessioni Zona-centro storico sono adesso più agevoli”.
Resta l’emergenza terreni. E su quella è stata avviata una relazione nuova anche tra artigiani e Provincia, testimoniata dall’arrivo di Peter Brunner al meeting svoltosi l’altra sera all’hotel Luna. Resta da capire quanto Bolzano può ancora essere in grado di offrire al mondo dell’artigianato stante i ritardi che accusano le aree di espansione in programma: “Ma anche qui chiediamo di muoverci dove è possibile – hanno chiarito Haller e Mussak – come si è fatto per la viabilità”. P.CA.
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