Trentino Alto Adige/Suedtirol

Liquami sui prati di montagna, ambientalisti contro la Provincia: «Biodiversità a rischio»


BOLZANO. «Un compromesso marcio» che rischia di essere pagato ancora una volta dalla biodiversità dei prati di montagna. La Federazione Ambientalisti alza i toni contro la gestione dello spandimento di liquami nelle aree Natura 2000 dell’Alto Adige e accusa le istituzioni di non essere intervenute per dieci anni nonostante gli impegni assunti.

La vicenda, secondo gli ambientalisti, risale al 2016, quando era stato raggiunto un accordo tra l’Unione Agricoltori Sudtirolesi e l’autorità competente per la tutela della natura. L’agricoltura si sarebbe allora resa disponibile a predisporre piani per la gestione dei liquami sui prati ricchi di specie. «Non è successo assolutamente nulla», denuncia la Federazione, secondo cui in questi anni lo spandimento sarebbe continuato, con pesanti conseguenze sulla biodiversità. Numerose, sostiene, anche le segnalazioni ricevute dai cittadini.

La Federazione afferma di aver portato più volte il problema all’attenzione dell’assessore provinciale Peter Brunner, nella speranza di arrivare a una stretta. «Ora dobbiamo purtroppo constatare che l’agricoltura intensiva di montagna può continuare a spargere liquame nei prati Natura 2000», attaccano gli ambientalisti, che manifestano forti dubbi anche sulla concreta predisposizione dei piani annunciati.

Nel mirino finisce infine il tema dei controlli. «Anche se dovessero esserci, chi controllerà in futuro lo spandimento? Probabilmente nessuno», sostiene la Federazione. Da qui l’accusa più dura: sarebbe stato raggiunto «un compromesso su un compromesso» che, secondo gli ambientalisti, consentirebbe di proseguire una pratica dannosa per gli ecosistemi, mentre «i fondi pubblici continuano ad alimentare la distruzione sovvenzionata della natura».


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