Ultrà in trasferta, scontri e divieti: un problema mai risolto

Trasferte vietate, limitazioni allo spostamento dei tifosi, polemiche: si parte male anche quest’anno. Un danno all’immagine del calcio e alle casse dei club. Lo ha fatto notare anche il presidente della Lega di Serie A, Simonelli, che si è appellato al ministro Piantedosi.
Emblematico il caso di Inter-Napoli del 5 settembre: esclusa la trasferta ai tifosi del Napoli residenti in Campania ma anche a quelli residenti a Genova. Proprio così, perché si paga l’alleanza recente fra curve e tensioni mai risolte. Già successo in passato. Fra alcune tifoserie (vedi quelle di Roma e Lazio con i napoletani) c’è astio antico e il Viminale deve tenerne conto per evitare incroci pericolosi in autostrada, già successi troppe volte e che hanno portato al blocco totale delle trasferte. Settori ospiti chiusi.
L’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del Viminale si riunisce ogni settimana: lo dirige Maurizio Improta, super poliziotto dalla lunga esperienza e dal forte buon senso. Il contatto con prefetture e questure di tutta Italia è costante. Un lavoro capillare: basta pensare che nella riunione del 24 agosto, cui ha partecipato anche il mondo dello sport come di consueto, sono stati esaminati 135 incontri delle prossime giornate, dai vertici della serie A come Inter-Napoli e Juventus-Milan sino a Castrum Favara-Licata. E, quando necessario, sono state prese decisioni.
Anche pesanti in alcuni casi. Certo, c’è stato un miglioramento rispetto agli anni peggiori, gli anni degli assalti agli autogrill, dei treni devastati, dei poliziotti feriti. Ma ancora non basta, come certi delinquenti non li hanno fermati nemmeno i Daspo. Non è un problema di stadi poco moderni, come dice Simonelli, è un problema più complesso. Molti incidenti infatti succedono lontano dagli stadi. Il dossier di Giovanni Malagò è già pieno di impegni ma sarà necessario che il nuovo presidente della Figc si occupi anche dei tifosi.
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