Sport

Il Psg vieta e confisca i cellulari ai giovanissimi dell’accademia


Il cellulare nella valigia e tutto il mondo fuori. Non si scrolla, si studia, si gioca, si cresce. La rivoluzionaria idea è del Psg che ha deciso di coltivare i suoi ragazzi, di non farli diventare, come da geniale definizione di Chivu allenatore dell’Inter, la “generazione a una mano”. Mani libere e testa anche.

Le regole, gli orari, la valigetta

Le regole per i giovanissimi sono rigidissime: una disintossicazione digitale per evitare che telefoni e social uccidano la concentrazione, la socialità, abbassino la soglia dell’attenzione. I ragazzi che frequentano l’accademia del Psg, che quindi studiano e si allenano per diventare campioncini del futuro, dovranno abbandonare il telefono. Sarà concesso loro solo un’ora al giorno: dal lunedì al giovedì, dalle 19.30 alle 20.30. E solo se hanno rimesso in ordine la stanza. Il venerdì potranno riaverlo prima, dopo pranzo. Il resto del tempo il telefono è confiscato e chiuso in valigette che avranno di dirigenti. Anche in trasferta il cellulare deve restare in valigia, niente viaggi mandando messaggi, guardando foto, video, reel, mettendo cuoricini in modo compulsivo: si parla, si discute, si canta, si fa quello che si faceva nell’era non digitale, quella che i ragazzi non conoscono.

L’accademia ha organizzato altre attività alternative: tra lo studio e gli allenamenti ci sono musica, pianoforte, letture, giochi. E non importa se in Francia la Corte Costituzionale ha bocciato il divieto social per under15 perché “limita libertà espressione”, il Psg li vieta perché vuole far crescere una generazione di uomini che sanno usare la testa e due mani. Forse a qualcuno potrà criticare l’eccessiva severità che lascia i giovani fuori dalla realtà. Intanto: dove si mette mi piace?


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »