Friuli Venezia Giulia

Sciopero dei vigili, tutto è cominciato con la FVG Cup

La UIL FP Friuli Venezia Giulia ha proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale della polizia locale del Comune di Udine e ha chiesto al prefetto di attivare la procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla legge 146 del 1990. La decisione è stata formalizzata ieri, dopo che le assemblee sindacali del 26 agosto hanno dato mandato al sindacato di avviare la vertenza, a causa del silenzio dell’amministrazione comunale su questioni relative all’organizzazione del lavoro, alla sicurezza e al trattamento economico degli agenti.

La scintilla: gli agenti allo stadio con compiti di viabilità

Al centro della disputa c’è il nuovo impiego degli agenti della polizia locale in occasione delle partite di calcio allo stadio di Udine. L’8 agosto 2026, durante il triangolare FVG Cup 2026, per la prima volta il personale è stato assegnato a un servizio di viabilità anziché di ordine pubblico, come invece era sempre avvenuto in precedenza. La novità, secondo il sindacato, non era stata comunicata in anticipo né ai lavoratori né alle organizzazioni sindacali.

L'assessora Rosi Toffano

Dopo un comunicato stampa della UIL FP FVG del 9 agosto, l’assessore alla polizia locale del comune di Udine Rosi Toffano aveva dichiarato a mezzo stampa che “la richiesta della questura è stata formalizzata unicamente per quella specifica occasione”, e il comandante della polizia locale Marco Muzzatti aveva confermato di non avere “nessuna notizia sulla possibilità che la decisione venga reiterata o meno nel prossimo futuro”.

Marco Muzzatti, comandante della Polizia locale di Udine

Le dichiarazioni, tuttavia, non hanno trovato riscontro nei fatti secondo il sindacato. Il 15 agosto, in occasione della partita di Coppa Italia contro il Padova Calcio, e il 22 agosto, per la prima giornata del campionato di Serie A contro il Como, gli agenti sono stati nuovamente impiegati con compiti di viabilità. Nel corso della gara di Coppa Italia si sono verificati, secondo quanto sottolineato dal sindacato, scontri violenti tra tifoserie nelle vicinanze dello stadio, con l’emissione di una decina di daspo nei confronti dei responsabili.

Il silenzio del comune e la richiesta al prefetto

Il 10 agosto 2026 la segreteria regionale della UIL FP FVG aveva inviato una PEC al sindaco e al comandante della polizia locale, chiedendo un incontro urgente entro il 14 agosto per discutere della gestione dei servizi durante il campionato. Tra le criticità segnalate: un possibile demansionamento degli agenti con conseguente perdita economica, rischi per la sicurezza degli operatori impiegati in zone critiche senza i dispositivi di protezione individuale previsti per i servizi di ordine pubblico, e presunte violazioni degli istituti contrattuali del contratto collettivo regionale di lavoro.

Il Comune non avrebbe mai risposto. Il sindacato denuncia che, al 27 agosto 2026, nessun incontro era stato convocato.

“Abbiamo cercato il dialogo prima che il problema esplodesse. Il 10 agosto abbiamo inviato una PEC chiedendo un incontro urgente al sindaco e al comandante della polizia locale. A oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta e nessun incontro è stato convocato. Non è questo il modo di affrontare questioni che riguardano la sicurezza, l’organizzazione del lavoro e il trattamento economico dei lavoratori”.

“Ci era stato detto pubblicamente che quanto accaduto l’8 agosto riguardava quella specifica occasione. I fatti successivi hanno dimostrato che non si trattava affatto di un episodio isolato. Per questo avevamo chiesto di sederci immediatamente a un tavolo e capire come sarebbero stati organizzati i servizi durante il campionato. Quel confronto non c’è mai stato”.

Sicurezza e oneri economici: le altre richieste del sindacato

La UIL FP solleva anche la questione della sicurezza degli operatori, richiamando le possibili criticità ai sensi della normativa vigente in materia. “Non siamo disponibili a fare sconti sulla sicurezza dei lavoratori. Se cambiano le modalità con cui gli agenti vengono impiegati, vogliamo sapere quali rischi sono stati valutati, quali misure sono state adottate e quali garanzie vengono assicurate al personale”.

Il sindacato chiede inoltre chiarezza sulla corretta applicazione degli istituti economici e contrattuali e sulla normativa relativa ai costi dei servizi di polizia locale eventualmente resi nell’interesse di soggetti privati, affinché tali oneri non ricadano sull’amministrazione comunale o sui lavoratori.

“Questo stato di agitazione poteva essere evitato. Sarebbe bastato ascoltare i lavoratori e confrontarsi con chi li rappresenta. Abbiamo atteso oltre due settimane senza ricevere nemmeno una risposta. Adesso chiediamo al Prefetto di convocare le parti e tentare la conciliazione. Andremo al tavolo con la stessa disponibilità al confronto che abbiamo dimostrato fin dall’inizio, ma anche con la necessaria fermezza: sulla sicurezza, sui diritti e sul trattamento economico degli agenti della polizia locale di Udine non intendiamo arretrare di un millimetro”.


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