“Mia sorella Dolly Parton era pronta a provare farmaci sperimentali contro il cancro per aiutare gli altri”: la rivelazione sugli ultimi giorni dell’artista americana
L’onda della commozione degli americani, e non solo, per la morte di Dolly Parton, la regina del country, continua inarrestabile. Tantissimi gli omaggi verso l’icona della musica americana e proprio in questi giorni emergono dettagli inediti che ci regalano il ritratto di una artista, ma soprattutto di una donna generosa. Stella, la sorella minore della cantautrice scomparsa, ha raccontato come Dolly abbia continuato la sua missione di aiutare il prossimo, persino negli ultimi giorni della sua vita.
Stella è una degli undici fratelli dell’icona della musica country e ha reso omaggio alla sorella su Facebook giovedì 27 agosto, affermando che era pronta a usare le proprie difficoltà di salute per portare un cambiamento positivo per gli altri. ”
Mia sorella era una delle persone più generose, premurose e gentili che abbia mai conosciuto – ha la donna 77enne -. Quello che il mondo ha visto è esattamente ciò che era, tanto che mi ha detto di recente che, anche se non ci fosse stata speranza per lei, avrebbe comunque permesso alla sua équipe medica di provare farmaci sperimentali nella speranza di aiutare gli altri in futuro”.
E ancora: “Se qualcuno arriva in paradiso, sono sicura che lei ci è arrivata al momento giusto. So che si sta facendo notare, in tutto il suo splendore”.
Poi ha regalato alcuni aneddoti privati che la legavano alla sorella: “Ogni martedì, più o meno a quest’ora, prima che sorgesse il sole e quando il mondo dormiva ancora, io e lei, per molti anni, prendevamo il caffè insieme al telefono. Essendo cresciute in campagna, abbiamo sempre avuto l’abitudine di alzarci presto. Come diceva lei: ‘Caspita, Tedda, riusciamo a fare più cose prima che sorga il sole di quante ne facciano la maggior parte delle persone in un’intera giornata!’ Ci aggiornavamo sui pettegolezzi, come fanno le sorelle, bevevamo caffè e facevamo progetti, come abbiamo sempre fatto”.
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