Regione, vertice di maggioranza sul nuovo Piano sanitario: obiettivo è l’autunno. I nodi da sciogliere

Finite le vacanze, è tempo di tornare tra i banchi anche per la giunta regionale, con tanti compiti – dalla sanità ai rifiuti e non solo – ancora da fare. Proprio la sanità è stato il piatto forte del vertice di maggioranza andato in scena nel pomeriggio di giovedì all’hotel Los Angeles di Santa Maria degli Angeli; vertice, per ora in forma ristretta, che ha visto intorno a un tavolo la presidente Stefania Proietti, tutti gli assessori, i capigruppo di maggioranza e i segretari dei partiti che sostengono la coalizione.
Ripartenza Una riunione di ripartenza dopo la pausa per fare il punto soprattutto sul tema dei temi: il nuovo Piano sociosanitario, assente ormai dal 2009 e sul quale anche la precedente giunta di centrodestra – a causa dei molti nodi da sciogliere ancora oggi – si è incagliata fermandosi alla casella di partenza, quella della pre-adozione dell’atto. L’intenzione è quella di fare presto, e possibilmente bene, cercando di portare in giunta il corposo documento (oltre 500 pagine) in autunno. Più in là, cioè a due anni dalla vittoria elettorale, sembra difficile andare anche perché poi serviranno dei tempi tecnici non brevi tra fase partecipativa (quanto lunga e quanto ampia è un altro tema di discussione), necessario parere dell’Università di Perugia, via libera del Governo, iter in commissione e in Aula. Realisticamente, una maratona di qualche mese.
I nodi «L’estate sarà uno spartiacque» aveva detto la presidente mesi fa ai cronisti che chiedevano lumi sui tempi. Nel frattempo, alcuni nodi sono stati sciolti mentre altri sono ancora ingarbugliati. Il maxi Piano sociosanitario da oltre 500 pagine viaggia ormai da mesi lungo i corridoi della Regione e, se sulla maggior parte dei temi c’è convergenza ne rimangono almeno tre, decisivi e pesantissimi, sui quali un accordo in maggioranza e in giunta va trovato: mantenimento delle due Usl o azienda unica, numero dei distretti (oggi 12, troppi) e riorganizzazione della rete ospedaliera.
Distretti e ospedali Il Piano Coletto, che fu bocciato dall’Università, aveva tagliato drasticamente i distretti, portandoli da 12 a 4 con tanto di accorpamento del Trasimeno con l’Alto Tevere; su questo fronte l’idea è quella di arrivare probabilmente a una via di mezzo (8 o 9). E mentre il dibattito sulla Usl unica, con sede a Foligno, è ancora aperto, probabilmente ora il nodo gordiano è quello della riorganizzazione della rete ospedaliera, cioè del chi fa cosa. E qui il pensiero va subito a strutture come Pantalla, Spoleto e non solo: sul tavolo c’è ovviamente la questione del nuovo ospedale di Terni, che dovrebbe sorgere nell’area di Maratta-Sabbione, a breve distanza da Narni per la quale si parlava di una nuova struttura; punto sul quale le tensioni ovviamente le tensioni non mancano.
Le elezioni La rete ospedaliera è ora il tema dei temi e in tutto ciò bisogna aggiungere un elemento di contesto tutt’altro che secondario: nel 2027 si voterà, tra gli altri, a Spoleto, Città di Castello, Narni e Todi (le prime tre sono governate dal centrosinistra) ed è facile immaginare che qui il tema sanità e ospedali sarà uno di quelli centrali per le fortune di sindaci uscenti e sfidanti. Ma il 2027 sarà anche l’anno delle politiche con l’ipotesi, non esclusa, di un voto in primavera. Insomma, allacciare le cinture.
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