Calabria

L’incredibile primo set di Italia-Germania 64-66 a Reggio Calabria: quando la partita è un’infinita odissea

Ci sono partite che diventano un vero e proprio test di resistenza, una battaglia psicologica che mette alla prova la fatica e la voglia di vincere dei due contendenti. È la storia delle partite infinite, pezzi di cineteca dello sport, di cui ormai fa parte anche il match di pallavolo Italia-Germania, giocato ieri al PalaCalafiore di Reggio Calabria e valido per la Fipav Cup Men Elite. Il primo set della sfida eterna tra azzurri e tedeschi (sempre loro, a fare la storia sportiva, non solo nel calcio) si è concluso sul punteggio di 64-66 per gli ospiti, dopo circa un’ora e mezza di gioco.

Gli altri precedenti di partite di altri sport diventate delle “odissee”

Un record assoluto nella pallavolo d’elite per il numero di punti realizzati in una singola frazione, che spodesta il precedente primato, risalente al match del gennaio 2002 tra Noicom Cuneo e Sisley Treviso, col secondo parziale conclusosi per 54-52. Ma il record del volley è in ottima compagnia, a partire da quello, con ogni probabilità insuperabile, stabilito nel 2010 dai tennisti John Isner e Nicolas Mahut sul prato di Wimbledon. L’americano e il francese si sfiancarono a colpi di ace vincenti (alla fine della partita saranno 216 in totale, solo uno dei quattro primati infranti) per ben tre giornate, dando vita a un match fiume entrato nel Guinness World Records come l’incontro più lungo della storia del tennis, con il maggior numero di game giocati (183), tanto da provocare un black-out al tabellone programmato per spegnersi sul 47 pari. Alla fine della tre giorni, i record infranti furono ben cinque. Sul parquet dell’Nba, invece, la maratona finita di diritto negli annali riporta la mente al 3 maggio 2019, quando al Moda Center di Portland i Trail Blazers sfidavano i Denver Nuggets del serbo Nicola Jokic. A vincere furono i padroni di casa con un 137-140 maturato solo al termine di quattro overtime, regalando agli spettatori la gara più lunga di sempre nei playoff del basket americano.

Dal parquet al ghiaccio il passo è breve, perché il 19 aprile 1987 finiva l’odissea tra New York Islanders e Washington Capitals, gara sette dei quarti finale di Nhl cominciata il giorno prima e conclusa nelle prime ore della domenica di Pasqua. Ancora oggi Islanders e Capitals possono affermare di aver giocato la gara 7 più duratura nella storia della Stanley Cup, spingendosi anche in questo caso a un quarto overtime per decidere il match. Immancabile per sua natura anche la lotteria dei rigori. Se si pensa ai tempi recenti, si potrebbe concludere che Rio Ave-Milan, con 24 tiri dal dischetto calciati in totale, costituisca un primato assoluto. Ma il record nelle competizioni europee spetta a Ajax-Panathinaikos, preliminare di Europa League del 2024 con 34 penalty a referto. Nei massimi campionati nazionali, invece, furono 44 i rigori calciati complessivamente da Argentinos Juniors e Racing Club, dopo il 2-2 dei 90 minuti, nella Primera Division argentina durante il campionato 1988-89, epoca in cui il dischetto assegnava un punto aggiuntivo a quello ottenuto col pareggio.


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