solo uno è ai domiciliari. Chi è la famiglia che semina il terrore ad Ancona

ANCONA Prima l’ospedale, poi l’autobus. In mezzo una convalida, due obblighi di dimora, un coprifuoco e tre avvisi orali del questore. Una discreta collezione di paletti (chi più chi meno), con un solo problema: i tre irriducibili sono riusciti a ritrovarsi dall’altra parte, insieme, poche settimane dopo. A Torrette, il 9 agosto scorso, avevano lasciato un infermiere con 15 giorni di prognosi e un poliziotto con tre. Mercoledì sera il conto è arrivato a un autista di Conerobus, un 36enne siciliano: dimesso dall’ospedale con ferite guaribili in 10 giorni. In azione lo stesso gruppo, al completo. Più due. Altro bersaglio, solo 17 giorni dopo. E soltanto uno, il 20enne kosovaro arrestato al Viale della Vittoria, da ieri ha davvero una porta chiusa davanti: domiciliari con braccialetto elettronico. Per gli inquirenti è l’unico aggressore materiale (questa volta).
Le porte girevoli
Si chiama Azdren Berisha, ha 20 anni ed è l’ultimo di sette fratelli.
Vive ad Ancona con i genitori, la scuola l’ha appena finita ma un lavoro ancora non ce l’ha. Il cognome, negli archivi di polizia, è presente da tempo: un fratello è recluso, altri risultano denunciati, a vario titolo, per episodi che vanno dalla rapina allo stalking fino alla droga. Anche Azdren e il fratello 24enne avevano già ricevuto in passato un avviso orale del questore. Il tribunale li aveva rivisti il 9 agosto, dopo la notte di Torrette. Erano finiti in manette insieme ad un peruviano 32enne che mercoledì era di nuovo con loro. Il pm aveva chiesto i domiciliari per i due fratelli e l’obbligo di firma per il peruviano. La giudice Maria Elena Cola ha convalidato gli arresti, disponendo il solo obbligo di dimora ad Ancona con il divieto di uscire dalle 20 alle 7 per i due kosovari; nessuna misura cautelare per il peruviano. Per lui, con precedenti contro la persona, la pubblica amministrazione e in materia di immigrazione, l’avviso orale del questore era arrivato dopo i fatti Torrette. Solo un richiamo formale a cambiare strada. Mercoledì la strada scelta è stata quella del capolinea del Viale. Erano circa le 19.30. Per i due fratelli il coprifuoco sarebbe scattato mezz’ora dopo. La misura non era ancora partita. La cronaca sì.
Il bis
Sul bus 1/4 la compagnia rimette insieme il cast. Azdren, il fratello 24enne e il peruviano 32enne, tutti già reduci da Torrette. Per non farsi mancare niente si aggiunge un altro dei Berisha, 25 anni, e un quinto ragazzo che per ora non è stato identificato. Gli ultimi due sono estranei ai fatti di Torrette. Bicchierini in mano, parecchio alcol in corpo e un pitbull senza museruola. Non proprio l’equipaggiamento previsto dall’abbonamento Conerobus. L’autista prova a ricordare le regole. Apriti cielo. Quella che doveva essere la fermata del Passetto diventa, secondo la ricostruzione, un ring: il conducente viene afferrato al collo e colpito (sarebbe stato Azdrem, secondo gli investigatori), mentre alcuni passeggeri si alzano per aiutarlo. Nel parapiglia il quinto ragazzo capisce almeno una cosa al volo: che è il momento di sparire.
Prende il pitbull e si dilegua prima dell’arrivo dei carabinieri. Gli altri quattro vengono fermati dai militari. Il conto più salato, ancora una volta, lo paga quello che stava lavorando: dieci giorni di prognosi. Per Azdren (tutt’ora incensurato) scattano di nuovo le manette, stavolta per lesioni aggravate ai sensi dell’articolo 583-quater del codice penale (che prevede aggravanti per chi causa lesioni a forze dell’ordine, personale sanitario e pubblici ufficiali, come l’autista del bus).
Ieri mattina, altro giro davanti a un giudice. Stavolta Valerio Grisanti. Il 20enne, assistito dall’avvocata Alessia Marzoli, si è avvalso della facoltà di non rispondere. La difesa si è opposta alla convalida sostenendo che non ci sono prove certe che, stando alle testimonianze, sia stato proprio lui l’autore materiale dell’aggressione. Il giudice ha deciso diversamente: arresto convalidato e domiciliari con braccialetto elettronico. Gli altri tre identificati, dopo gli accertamenti dei carabinieri, sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. A piede libero. Irriducibili, appunto. È la legge.




