Tornelli per l’accesso al mare, protesta ai San Nazaro. Il Comune interviene: “Sempre libero e gratuito”

Genova. I Bagni San Nazaro, stabilimento balneare parte dei Bagni Marina, partecipata del Comune, finiscono nell’occhio del ciclone per un video condiviso da Matteo Hallissey, presidente di +Europa e Radicali Italiani, che ha lanciato una petizione per invocare un libero e gratuito accesso al mare e chiedere la rimozione dei tornelli dagli stabilimenti balneari.
Hallissey è arrivato a Genova dopo alcune segnalazioni relative proprio alla presenza dei tornelli all’ingresso dei Bagni San Nazario di corso Italia. Con Ivan Grieco ha trascorso parte dell’estate a monitorare i lidi italiani contestando il divieto di accesso al mare negli stabilimenti in concessione.
Accesso alla spiaggia con i tornelli, la protesta ai San Nazaro
Come in altri casi, Hallissey e Grieco hanno tentato di attraversare i tornelli senza pagare spiegando di voler raggiungere il mare per fare il bagno, senza prendere ombrelloni o sdraio, ma sono stati subito fermati dalla titolare: “Senza la tessera non si può entrare, l’accesso è privato”. Lo scambio si è trasformato rapidamente in scontro, con la donna che ha intimato di “mettere via il cellulare” e ha preso a male parole i due, sino a quando non sono intervenuti i bagnini: “È un lido privato, è ovvio che si paghi”, hanno ribadito.
In realtà la legge n. 296/2006 e l’articolo 11 della Legge n. 217/2011 disciplinano l’accesso al mare, imponendo ai titolari delle concessioni balneari di consentire il libero e gratuito accesso e transito per raggiungere la battigia e fare il bagno. Gli stabilimenti non possono dunque pretendere alcun pagamento per il passaggio o l’attraversamento dell’area data in concessione, ma solo per i servizi offerti come ombrelloni, lettini, sdraio, docce e bagni.
“Anche a Genova stabilimenti con tornelli e l’ingresso non garantito per chi vorrebbe semplicemente farsi un bagno – sottolinea Hallissey – E non parliamo di un lido normale, ma di uno stabilimento gestito da una società partecipata del Comune di Genova, che a maggior ragione dovrebbe garantire il rispetto del libero accesso al mare. Chiediamo all’amministrazione comunale e alla Regione Liguria di intervenire al più presto per rimuovere queste barriere all’accesso e far sì che il mare possa essere realmente di tutti”.
Il Comune: “Sollecitato i gestori a rispettare le norme, saranno apposti cartelli”
Sull’episodio è intervenuta l’amministrazione comunale, che ha voluto “ribadire fermamente che l’accesso e il transito verso la battigia sono liberi, gratuiti e non vincolati ad alcun pagamento e devono essere garantiti dai gestori di tutti gli stabilimenti balneari, siano di proprietà comunale o privata”.
Ha poi chiarito che la società Bagni Marina Genovese “aveva già inviato una comunicazione formale ai gestori dei Bagni San Nazaro prima dell’inizio della stagione balneare, lo scorso maggio, sollecitando una corretta formazione del personale di accoglienza sul rispetto delle normative che tutelano il libero accesso per la balneazione. Al fine di rendere questa possibilità ancora più visibile e inequivocabile, l’amministrazione ha chiesto al gestore di provvedere all’installazione di ulteriori cartelli informativi più espliciti rispetto alle comunicazioni già ora disponibili e di sensibilizzare nuovamente tutti gli operatori in servizio”.
Tursi ha quindi voluto ricordare le principali azioni intraprese nell’ultimo anno per garantire l’accesso al mare alla cittò: la riapertura della Spiaggia dei Bambini a Voltri a seguito degli interventi di riprofilatura, la restituzione alla cittadinanza degli ex Bagni Capo Marina e la fruibilità dello stabilimento balneare militare di corso Italia, resa possibile grazie al protocollo d’intesa siglato con il comando militare dell’Esercito.




