Mileto, i drammatici minuti dopo l’esplosione della bombola al B&B
I minuti drammatici successivi all’esplosione della bombola in un B&B a Mileto. Decisivo
il coordinamento dei soccorsi con l’impiego di 3 velivoli. La struttura è sotto sequestro: la Procura indaga sulle cause della deflagrazione. In mattinata la tragica notizia della morte del capofamiglia Yamnik: la piccola Ema, di 10 anni, e la madre Isidor sono ancora in gravi condizioni
VIBO VALENTIA – Il giorno dopo al B&B Villa Mary di Mileto tutto tace. Un silenzio irreale. Per terra vetri frantumati, suppellettili, parti di mobili e macchie di sangue. Le pareti esterne dell’alloggio in cui è avvenuta l’esplosione annerite dal fumo. A bordo piscina macchie di sangue e un estintore in posizione eretta. Sono quelle Isidor e della piccola Ema, che stanno lottando contro la morte dopo essere stati investiti in pieno prima dallo spostamento d’aria dovuto alla deflagrazione della bombola presente nel loro alloggio e poco dopo dalle fiamme generate dal gas a contatto con l’ossigeno. Non ce l’ha fatta, purtroppo, Yamnik Cobolt Petra, 48 anni, il capo famiglia, deceduto stamani nel centro grandi ustioni d Palermo.
Erano stati trasferiti in tre diversi centri specializzati: la bimba a Bari, il padre a Palermo e la madre 44enne a Catania. Tutti e tre con ustioni di secondo e terzo grado diffuse su oltre il 30% della superficie corporea. Erano giunti in ospedale in gravi condizioni, tutti e tre intubati. Purtroppo, in mattinata la tragica notizia del decesso del capofamiglia.
LA FAMIGLIA SLOVENA GIUNTA IN CALABRIA PER VACANZA
Erano giunti da poco in Calabria, dopo essere partiti dalla loro nazione d’origine, la Slovenia. Nel loro programma vacanziero la visita dei centri più interessanti del Vibonese e per farlo avevano individuato in Villa Mary la struttura ideale, anche per la presenza di quella piscina dove hanno cercato di trovare riparo dal fuoco che li aveva avvolti.
L’ESPLOSIONE NEL B&B ALL’ORA DI CENA
Intorno alle 20,30-20,40, dopo una giornata trascorsa in giro, si i re stavano verosimilmente apprestando a cenare all’interno dell’alloggio quando, a un certo punto, è avvenuta l’esplosione. Un boato fortissimo che ha richiamato l’attenzione di altri turisti. Le urla di dolore, il rogo nell’appartamento e l’uscita dei tre turisti in parte avvolti dal fuoco. Una scena drammatica, terribile. Sono stati prontamente raggiunti da due carabinieri fuori servizio che soggiornavano nella struttura. Hanno preso gli estintori per cercare di sottrarre padre, madre e figlia alle fiamme. Tutto inutile. A quel punto i tre si sono lanciati in piscina.
I PRIMI SOCCORSI E L’ARRIVO DELLE AMBULANZE
Sono stati attimi interminabili, le grida riempivano l’aria, soprattutto quelle della piccola Ema, acute e lancinanti. Tutti cercavano di dare una mano, ma la situazione è apparsa subito gravissima. Immediato l’allarme con la telefonata al Nue 112. La voce concitata al telefono e l’operatore che ha subito attivato i soccorsi. Nel giro di pochi minuti sono giunte sul posto tre ambulanze, una per ciascun componente del nucleo familiare. Una volta giunti alla struttura, i sanitari si sono visti davanti una scena drammatica. Yamnik, Isidor ed Ema pare fossero ancora coscienti, ma avrebbero comunque perso i sensi poco dopo. Quindi la corsa forsennata in ospedale, a Vibo. Qui sono stati subito intubati, ma il quadro clinico era chiaro nella sua gravità. È stato allertato il direttore del Pronto soccorso, Enzo Natale, che, vista la situazione, ha deciso il trasferimento.

LA CATENA DEI SOCCORSI E L’INDIVIDUAZIONE DEGLI OSPEDALI
Sì, ma dove? Ed è qui che è iniziata una frenetica ricerca dei presidi specializzati in ustioni. Quelli più vicini erano a Palermo, Catania e Bari. Serviva attivare il soccorso aereo. La complessa macchina dei soccorsi si è dunque messa in moto. A Lamezia c’era un elicottero. È stato subito contattato. Era libero. La prima a partire è stata Ema. Il velivolo del 118, una volta la piccola a bordo, è partito in direzione Bari. Serviva un secondo elicottero per trasferire Yamnik a Palermo e questo è stato messo a disposizione dalla Regione Sicilia.
Mancava da trasferire Isidor, ma non c’erano più elicotteri. E a quel punto il direttore Natale ha deciso di ricorrere alla “carta” del volo militare. Si è messo in contatto con l’Ufficio territoriale del Governo di Vibo, interloquendo col viceprefetto Antonio Crisafulli che, a sua volta, vista la gravità della situazione e il trascorrere inesorabile delle lancette, ha contattato il Ministero della Difesa chiedendo e ottenendo la disponibilità di un velivolo dell’Aeronautica militare. In pochi minuti l’aereo è atterrato allo scalo di Lamezia, dove ad attenderlo c’era già l’ambulanza con a bordo la 44enne slovena. Da qui è ripartito alla volta di Catania. Tutti e tre erano in prognosi riservata con ustioni di secondo e terzo grado su oltre il 30% del corpo.
In mattinata, come detto, la notizia della morte di Yamnik mentre restano gravi le condizioni della moglie Isidor e della figlia. Le prossime ore saranno decisive per le loro sorti.
SEQUESTRATO IL B&B TEATRO DELL’ESPLOSIONE
Intanto, a Villa Mary, dove appena poche ore prima c’è stato un inferno di fiamme, ieri mattina regnava la quiete assoluta. Il B&B, immerso nelle campagne di Mileto – in una zona non raggiunta dalla rete del metano e che necessita di bombole di gas – è adesso sotto sequestro, e a ricordarlo sono i nastri bianco e rosso apposti dai carabinieri su disposizione della Procura. Saranno ora gli accertamenti dei Vigili del fuoco – che in pochi minuti hanno spento le fiamme nell’appartamento, evitando che si propagassero ad altri ambienti – a stabilire l’origine della deflagrazione e le eventuali responsabilità.
IL MESSAGGIO DEL SINDACO DI MILETO
Il sindaco di Mileto, Fortunato Salvatore Giordano, ieri sera ha voluto esprimere vicinanza principalmente alla famiglia slovena e in particolar modo alla figlia minore: «Forza – scrive sul suo profilo social –, non lasciatevi andare, lottate affinché presto possiate ritornare a una vita normale. Tutti noi siamo speranzosi che le condizioni di salute di tutti e tre evolvano per il meglio, di modo che questa rimarrà nel ricordo solo come una brutta avventura. Esprimo anche la mia vicinanza alla titolare del B&B, che sta vivendo un incubo, da cui presto mi auguro possa uscirne» e che è intervenuta sulla vicenda con un messaggio affidato al proprio legale. Quindi il ringraziamento alle Forze dell’ordine, alla Polizia locale, ai Vigili del fuoco, al personale sanitario del 118 e a tutti coloro che «si sono prodigati a dare i primi soccorsi alle vittime. Ora attendiamo comunque gli esiti della perizia per capirne meglio le cause, ma l’importante per ora è che i tre sloveni ritornino presto in salute. Per il resto c’è sempre tempo e rimedio».
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