Friuli Venezia Giulia

Strage di Vergarolla, alla Lega Navale di Trieste la mostra “Pola, Ricordi” fino al 30 settembre

27 agosto 2026 – ore 13:30 – È stata inaugurata ieri, mercoledì 26 agosto, alla Lega Navale Italiana – Sezione di Trieste, la mostra itinerante “Pola, Ricordi – Vergarolla e le rotte della memoria”, prima tappa di un percorso espositivo promosso dal Gruppo Ermada “Flavio Vidonis” nell’ambito del progetto sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia per l’80° anniversario della strage di Vergarolla. L’esposizione, allestita nella Palazzina servizi di Molo Fratelli Bandiera 9, resterà visitabile fino al 30 settembre e propone un viaggio attraverso immagini, documenti, testimonianze e materiali d’archivio, con l’obiettivo di ricostruire non soltanto la tragedia del 18 agosto 1946, ma anche il contesto storico e umano nel quale maturarono l’esodo e le profonde trasformazioni dell’Adriatico orientale nel secondo dopoguerra.

L’inaugurazione è stata aperta con i saluti della Lega Navale è stato il suo presidente Roberto Benedetti, seguito dall’intervento di Massimo Romita, presidente del Gruppo Ermada “Flavio Vidonis” e coordinatore del progetto “Pola, Ricordi”. Sono quindi intervenuti l’assessore alle Politiche sociali e welfare del Comune di Trieste Massimo Tognolli e il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Claudio Giacomelli, promotore dell’iniziativa legislativa e del bando regionale dedicato alla commemorazione di Vergarolla.

A illustrare il percorso della mostra è stata la curatrice Linda Simeone, direttrice de Le Vie delle Foto. Particolare attenzione è stata riservata alla storia della Società Nautica Pietas Julia, rappresentata dal presidente Alberto Valenti. Fondata a Pola nel 1886 e oggi forte di 140 anni di storia, la società è strettamente legata alla vicenda di Vergarolla: proprio sulla spiaggia istriana si stavano svolgendo le tradizionali gare natatorie della Coppa Scarioni quando, il 18 agosto 1946, l’esplosione degli ordigni provocò una delle tragedie più drammatiche della storia dell’esodo.

Nel corso della serata è intervenuto anche il tenente colonnello Pietro Spanò, comandante del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Trieste, richiamando la storia della Scuola Nautica delle Fiamme Gialle, istituita proprio a Pola nel 1926 e successivamente trasferita a Gaeta, dove ancora oggi prosegue la propria tradizione formativa. Presenti inoltre rappresentanti delle associazioni degli esuli e delle realtà culturali coinvolte nel progetto, tra cui Mauro Depetroni dell’ANA Trieste e Donatella Pross dell’Associazione Italo Gabrielli.

“Pola, Ricordi” nasce con una finalità che va oltre la semplice commemorazione. L’obiettivo è trasformare la memoria in conoscenza, attraverso un progetto che unisce ricerca storica, divulgazione, mostre, musica, sport, editoria e attività rivolte alle giovani generazioni. Il mare diventa così il filo conduttore di una storia che collega Pola, Trieste, Sistiana, Monfalcone, Muggia e Gaeta.

«Vogliamo fare qualcosa che vada oltre la mera commemorazione – ha spiegato Romita – ricostruendo un contesto storico, civile e soprattutto umano e dando spazio alle storie delle persone, delle famiglie e delle comunità che hanno vissuto Vergarolla e le dolorose vicende che seguirono». L’intento, ha aggiunto, è fare della memoria «uno strumento di pace, convivenza e responsabilità civile».

Dopo Trieste, la mostra approderà a Palazzo Veneto di Monfalcone, dal 5 ottobre al 4 novembre, per poi proseguire a novembre a Gaeta. Il progetto comprende inoltre conferenze, iniziative per le scuole, approfondimenti radiofonici e due “Concerti del Ricordo”: il primo è in programma il 2 ottobre nella chiesa di San Mauro a Borgo San Mauro, nel Comune di Duino Aurisina, mentre il secondo si terrà a novembre a Muggia.

Tra le pubblicazioni previste figurano il volume Dove l’Italia non poté tornare, curato dall’Associazione Italo Gabrielli, il catalogo della mostra e un libretto commemorativo realizzato con il Comune di Monfalcone. Un percorso che, a ottant’anni da Vergarolla, prova a tenere unite le diverse rotte di una memoria ancora profondamente legata al mare Adriatico.

Articolo di Lorenzo Degrassi




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