Calcio, l’Italia ritira il sostegno al presidente della Fifa Infantino
L’Italia ritira il suo sostegno a Infantino per la rielezione alla presidenza della Fifa. La levata di scudi contro il progetto Fifa Forward Enterprise ha non solo indotto il presidente della federazione internazionale ha riporlo in tutta fretta nel cassetto, ma ha messo in discussione quella che sembrava la sua scontata conferma alla guida del calcio mondiale nelle elezioni del prossimo marzo. Nel giro di poche settimane, hanno ritirato il loro sostegno alla sua candidatura, criticandone la gestione, confederazioni, Uefa in testa, e federazioni. Oggi, ha preso posizione ufficiale la Figc guidata da Giovanni Malagò, con una scelta «in piena condivisione con la Uefa».
Una decisione, si è sottolineato da via Allegri, che esprime «in modo chiaro la posizione rispetto alle iniziative promosse da Infantino in materia di governance e sviluppo delle competizioni internazionali, in piena condivisione con la Uefa e il suo presidente». Malagò ha dichiarato che la Figc lavorerà con l’Uefa e le federazioni europee per promuovere «un modello fondato su merito, solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi», in un sistema che «finora ha consentito al calcio di crescere, innovare e al tempo stesso difendere i propri principi fondanti». La presa di posizione ha preso in contropiede la Lega serie A, secondo il suo presidente Simonelli. «Prendo atto di questa decisione, che non è della Figc ma è del suo presidente. Personalmente avrei preso un pò più di tempo – ha commentato il n.1 della Lega -. Mi aspettavo una scelta collegiale. Io ne ero informato, non so le altre componenti…». Malagò – che a quanto trapela dalla Figc aveva «condiviso scelta e tempi della decisione» nelle telefonata di ieri rivelata dallo stesso Simonelli – ha in realtà preso una posizione ‘politicà più che personale: con Infantino è ‘collegà come membro Cio, le relazioni personali sono buone, ma Figc e Uefa in questo fase stanno lavorando insieme per l’Europeo 2032. D’altra parte, la guerra di opposizione ad Infantino, inizialmente molto dura, ha via via perso vigore: il fronte degli oppositori, Uefa a parte, non è sembrato così compatto (al no di Asia e Nord e Centroamerica hanno fatto da contraltare dissociazioni di alcune federazioni). Al documento anti-Infantino di alcuni giocatori ha risposto in queste ore l’appello pro rielezione di vecchie glorie, tra cui anche il capitano del mondiale azzurro Fabio Cannavaro (“non riconoscere che con Infantino il calcio negli ultimi 10 anni è migliorato non è intellettualmente giusto», la posizione, curiosamente opposta a quella dell’Italia). Così ora anche la Uefa sembra pronta a ritirare il suo boicottaggio alle competizioni mondiali, di fronte a una lettera privata nella quale la Fifa si sarebbe impegnata a non ripresentare più il progetto Ffe. Di fatto, dall’Italia – che ha già diramato la lista delle convocate – a Inghilterra, Francia e Spagna, le nazionali europee sono pronte a partecipare al Mondiale donne Under 20, in programma in Polonia dal 5 settembre. «Giocare in casa ci darà un vantaggio», dice oggi al sito Fifa il ct polacco, Marcin Kasprowicz, confermando che non ci saranno le defezioni minacciate. Resta l’opposizione politica. L’Italia e altri paesi europei non voteranno Infantino a marzo. Ma Europa e oppositori sparsi sono ancora in attesa di definire il candidato alternativo, evocato dal n.1 Uefa, Alexander Ceferin.
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