Umbria

Umbria Harp Fest 2026, a Perugia e Magione il primo festival umbro dedicato all’arpa

Portare l’arpa fuori dallo stereotipo di strumento femminile ed elitario, e dai suoi percorsi più tradizionali, creando in Umbria uno spazio di incontro per musicisti, studenti, insegnanti e appassionati. È l’obiettivo di Umbria Harp Fest 2026, il primo festival umbro dedicato al mondo dell’arpa, in programma il 27 e 28 agosto tra Perugia e Magione. Due giornate tra concerti, formazione e sperimentazione, con protagonisti del panorama arpistico italiano e internazionale. Le attività concertistiche si svolgeranno a Perugia, al Blueside Jazz Club, mentre le masterclass saranno ospitate a Magione dall’associazione Doremilla.

Il programma dei concerti al Blueside Jazz Club si aprirà alle 18.30 di giovedì 27, con Marianne Gubri, mentre alle 21.15 sarà invece la volta di Giuliana De Donno e Adriano Sangineto. Gli appuntamenti sono aperti al pubblico, con prenotazione consigliata. Per riservare un posto è possibile scrivere a umbriaharpfest@gmail.com. La giornata sarà dedicata anche al rapporto tra arpa, tecnologia e performance dal vivo, con un incontro su microfonazione, amplificazione ed effetti applicati allo strumento, realizzato con la collaborazione di Schertler e Pick Music Bazar.

La seconda giornata di venerdì 28, sarà invece dedicata alla formazione, con le masterclass ospitate dall’Associazione Doremilla di Magione. Un’occasione di confronto rivolta ad arpisti e musicisti con livelli e percorsi differenti, all’interno di un festival pensato per mettere in relazione realtà artistiche provenienti da diverse parti d’Italia. «Vogliamo portare l’arpa fuori dai suoi percorsi tradizionali – spiegano le direttrici artistiche Mohan Testi e Rachele Spingola – e creare in Umbria uno spazio in cui musicisti di livelli e provenienze diverse possano incontrarsi, studiare, suonare insieme e condividere nuove idee».

L’idea nasce anche dall’esperienza delle due arpiste in Umbria, dove gli spazi di confronto dedicati allo strumento sono ancora pochi. «Quando abbiamo iniziato a suonare, era complicato – spiega Spingola a Umbria24 – rispetto soprattutto a città più grandi come Milano e Roma. Gli spazi di condivisione e confronto, in Umbria erano e sono ancora pochissimi». Da qui la volontà di costruire una rete di artisti del Centro Italia in generale – e dell’Umbria in particolare – e far tornare l’arpa ad essere «uno strumento popolare e accessibile».

L’arpa protagonista del festival è soprattutto quella celtica, legata a una tradizione popolare e nata come strumento da accompagnamento alle feste. Un’immagine ben distante da quella dello strumento aristocratico e femminile consolidatasi in Europa tra Settecento e Ottocento. Il festival punta quindi a mostrare la varietà delle possibilità espressive dell’arpa contemporanea, anche attraverso contaminazioni con altri generi musicali e l’utilizzo della tecnologia.

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