Calabria

Morto in scontro nel porto di Vibo, il padre di Domenico Campana: “Vogliamo giustizia”

«Un ragazzo d’oro». È così che Valentino Campana ricorda il figlio Domenico, il 26enne di Mirto Crosia (Cosenza) morto il 14 agosto scorso nelle acque di Vibo Valentia Marina in seguito allo scontro tra una piccola imbarcazione in vetroresina sulla quale si trovava insieme ad alcuni amici e un gommone, chiedendo giustizia per il giovane. Il padre racconta il dolore della famiglia, dall’allarme partito automaticamente dall’iPhone del giovane fino agli ultimi progetti di vita, tra cui l’idea di avviare un B&B a Mirto.

«È come vivere in un incubo, siamo ancora completamente storditi e frastornati da questa notizia», racconta Valentino, che ricorda come Domenico fosse un giovane responsabile, molto legato agli amici e appassionato di mare. «In 26 anni non mi ha mai dato un solo dispiacere», afferma il padre. L’impatto, avvenuto intorno alle 19.20, ha attivato il sistema Sos dell’iPhone di Domenico, che ha inviato automaticamente le coordinate dell’incidente ai familiari e ai soccorsi.

«Quando è arrivato quel messaggio, mi è crollato il mondo addosso», ricorda il padre. Due sanitari presenti casualmente nelle vicinanze si sono precipitati sul posto, ma per il giovane le ferite riportate si sono rivelate fatali. La famiglia ora attende l’esito delle indagini condotte dalla Procura di Vibo Valentia e dalla Capitaneria di Porto. Per l’incidente risulta indagato per omicidio nautico il conducente del motoscafo coinvolto nello scontro, un odontoiatra di Bologna, con diversi studi sul territorio nazionale, ma originario del Vibonese. «Abbiamo piena fiducia nella Procura e nella Capitaneria – dice Valentino – e vogliamo che la verità venga scolpita sulla pietra della giustizia».


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