Sardegna

Stop alla caccia per il caldo? Le associazioni venatorie: “La fauna si tutela con la scienza, non con gli slogan”

Cagliari

Alberto Chessa, Marco Efisio Pisanu e Davide Bacciu rispondono a Grig e Lega per l’Abolizione della Caccia

“Comprendiamo la preoccupazione per le temperature eccezionali registrate quest’estate in Sardegna, ma riteniamo che un’eventuale sospensione della stagione venatoria debba essere basata su dati scientifici e monitoraggi concreti della fauna, non semplicemente sulla constatazione che abbiamo attraversato un periodo di caldo estremo”. Lo evidenziano in una nota Alberto Chessa (Anlc), Marco Efisio Pisanu (Caccia Pesca Tradizioni Sardegna – Italcaccia) e Davide Bacciu (Fidc), rispondendo a Grig e Lega per l’Abolizione della Caccia, che nei giorni scorsi si erano rivolti all’Assessorato regionale della Difesa dell’ambiente, chiedono lo stop alla stagione venatoria in Sardegna.

“I cacciatori sardi non sono certamente indifferenti alla tutela dell’ambiente e della fauna. Al contrario”, continuano Chessa, Pisanu e Bacciu, “conoscono il territorio, lo frequentano e lo presidiano durante tutto l’anno. Anche in questa stagione, come già avvenuto negli anni precedenti, tanti cacciatori hanno messo a disposizione il proprio tempo e i propri mezzi nell’ambito della campagna antincendio, contribuendo concretamente al presidio del territorio e alla tempestiva segnalazione di eventuali principi d’incendio. E allora una domanda, forse scomoda, ma doverosa, vorremmo rivolgerla proprio a chi oggi chiede di sospendere la caccia in nome della tutela della fauna: quanti di coloro che lanciano questi appelli hanno trascorso le loro giornate estive a presidiare concretamente il territorio, mettendo a disposizione gratuitamente uomini e mezzi per prevenire e segnalare gli incendi, come fanno ogni anno tanti cacciatori? Perché tutelare la fauna non significa soltanto chiedere divieti e sospensioni. Significa anche conoscere il territorio, viverlo, proteggerlo e contribuire concretamente alla sua salvaguardia”.

“Se esistono situazioni realmente critiche per determinate specie”, continua la nota, “siamo i primi a chiedere che vengano valutate e affrontate con serietà. Ma servono dati, monitoraggi e provvedimenti proporzionati, non generalizzazioni. Il mondo venatorio è pronto, come sempre, a fare la propria parte. Chiediamo però che venga riconosciuto anche il contributo concreto che i cacciatori danno alla tutela del territorio sardo, non soltanto quando arriva il momento di additarli come un problema. Prima di chiedere di fermare chi il territorio lo vive e lo presidia, sarebbe forse opportuno chiedersi chi, concretamente, quel territorio lo sta davvero proteggendo”.

Lunedì, 24 agosto 2026

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